Ritorna Arnolfo Petri e ritorna «Il bacio di Aracnae», da stasera e fino a mercoledì 7 in scena al teatro Elicantropo di Napoli. Liberamente ispirato alle pagine de «El beso de la Mujer Araña» di Manuel Puig, «Il bacio di Aracnae» è lo spettacolo-manifesto di Petri, dove il tormento esistenziale si mescola alle atmosfere della poesia. E dove due «perdenti», un rivoluzionario confuso e un omosessuale sognatore, si affrontano in uno spietato scontro tra impegno e disimpegno, amore e dolore, razionalità ed irrazionalità.
«Sono trascorsi cinque anni da quando proposi per la prima volta lo spettacolo — ricorda Petri — ma il mio incontro col romanzo di Puig, e questa storia di "contrasti emozionali", risale al 1984. Frugando in una piccola libreria di Amsterdam, scovai questo romanzo, allora sconosciuto, che l'anno successivo avrebbe ispirato un cult-movie a basso costo che avrebbe fatto il giro del mondo. Ciò che ispirò la scrittura del testo fu l'idea di quel "muro", quel terribile muro del pregiudizio e dell'intolleranza che in quegli anni faticava davvero a cadere e che mi diede lo stimolo a raccontare la storia di Marcelo e Milton».
L'allestimento, presentato dall'accademia teatrale de Il Primo, vede la presenza in scena, oltre allo stesso Petri, di Massimilano Rossi e Giuliana Loperto. Le musiche sono a cura di Marco Mussomeli, il disegno luci di Franco Acciarino, i costumi di Alessandra Gaudioso, i movimenti scenici di Ciro Pellegrino.
U. Fer. Questo articolo ha ricevuto 206 visite.
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