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Edizione di Domenica 27 Maggio 2012
Dalida, una star dimenticata
Dalida, una star dimenticata
Maria Letizia Gorga a Bolzano racconta (e canta) la sua storia
Venerdì 21 Novembre 2008
di Il Resto del Carlino
in Spettacoli

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di FABIO ZAMBONI

BOLZANO. Dalida scelse di andarsene, per sempre, ventun anni or sono ma in Italia, da quattro anni, rivive dentro uno spettacolo intitolato “Avec le temps, Dalida”, che la cant-attrice Maria Letizia Gorga interpreta - con critiche entusiastiche - insieme a un piccolo ensemble di musicisti.

Uno spettacolo teatral-musicale, scritto da Pino Ammendola, che farà tappa anche a Bolzano: mercoledì prossimo 26 novembre al Teatro Comunale andrà in scena nella stagione curata all’associazione L’Obiettivo. Un’occasione preziosa per il pubblico adulto per ricordare il simbolo, assieme ad Edith Piaf, della chanson francese e una raffinata interprete della canzone d’autore italiana, mentre per le nuove generazioni sarà un’occasione rara per conoscere una figura centrale della musica leggera (ma non solo) del Novecento.

Abbiamo chiesto all’interprete, Maria Letizia Gorga, di presentarci lo spettacolo, per capire come viene ri-portata in scena la figura di questa artista - cantante ma anche attrice - dalla fortissima personalità, legata all’Italia non solo per aver interpretato canzoni di Luigi Tenco, Gino Paoli, Bruno Lauzi, ma per le sue stesse origini: figlia di un violinista calabrese emigrato al Cairo, Iolanda Cristina Gigliotti (il suo vero nome) nacque appunto al Cairo dove divenne Miss Egitto prima di trasferirsi a Parigi e diventare una grandissima interprete e una apprezzata attrice, valorizzando le sue radici italiane oltre che la sua vocazione francese.

Interpretare, con voce e gestualità, anima e corpo, una cantante da 125 milioni di dischi venduti, un’ attrice di grande successo e una donna affascinante, può sembrare un’impresa ardua. È così?

Certo, sarebbe così se io volessi imitare Dalida, farla rivivere com’era. Ma io non “faccio” Dalida, io racconto, con parole e musica, la sua straordinaria vita di attrice e di cantante, ma anche di persona dal carattere forte. E lo faccio da vera appassionata, perché io l’ho sempre amata ed ascoltata, portando in tasca una sua fotografia che conservo tuttora. Ne racconto i successi e le tragedie, la sua scoperta dei grandi chansonnier Brel, Ferré, Becaud, ma anche l’amore per il cinema. Perché con il cinema aveva iniziato, facendo la fame e arrotondando poi come cantante in piccoli locali.

Questo progetto gira l’Italia da quattro anni: come è nato? E lo avete proposto anche in Francia?

Era il 1998, quando mi contattò un attore che voleva portare in scena la storia di Luigi Tenco mi propose di fare la parte di Dalida che raccontava Tenco. Tutti quelli che mi videro in scena mi dissero: devi assolutamente raccontare la storia di Dalida con un intero spettacolo! Con Pino Ammendola, che cura testi e regia, samo partiti da lì ed è stata dura, perché oggi in internet si trovano biografie ricchissime dell’artista, ma allora non c’era quasi nulla. Oggi lo spettacolo - e il relativo dvd - è distribuito dal produttore Paolo Dossena che lavorava con la stessa Dalida. In Francia non siamo ancora arrivati, ma l’Istituto italiano di cultura a Parigi ci ha invitati ufficialmente. Ci sono richieste anche da Amman e dal Cairo, mentre siamo già stati in Svizzera e in Serbia.

Nella vita e nelle canzoni di Dalida, domina il classico binomio amore-morte, fino al suicidio finale. Emerge anche nello spettacolo?

Certo. C’è tutta la sua grande storia, la sua passione, il suo coraggio nel dare voce a chi non l’aveva, tando da essere diventata, già ai suoi tempi, anche un’icona del mondo gay. E ci sono le tragedie che l’hanno segnata.

C’è un posto anche per Luigi Tenco?

Oh sì, anche perché tutti sanno della sua storia d’amore con il cantautore genovese fino a quel maledetto Sanremo ’67, ma non tutti sanno che i mass media italiani alla morte di Tenco la oscurarono, la fecero sparire come subito e a lungo fece la Rai che gestiva il Festival.

In tv l’artista di “Milord” è stata ricordata recentemente, nel 2006, con una fiction in cui Sabrina Ferilli interpretava la star franco-italiana: l’ha vista?

L’ho vista, ed ho apprezzato lo sforzo di Sabrina Ferilli per entrare nei panni di Dalida. Francamente, uno sforzo impossibile, sono due tipi fisicamente troppo differenti. Ho apprezzato comunque il fatto che si sia voluta ricordare una Dalida sempre troppo dimenticata.



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