 |
| Il cineasta etero diventa (cripto) gay? |
 |
| Polemiche o meno sul Film Festival di Torino (fino al 29) |
 |
| Giovedì 20 Novembre 2008 |
| di Liberazione |
| in Spettacoli |
|
 |
|
Polemiche o meno sul Film Festival di Torino (fino al 29), c'è una sezione che promette bene. Molto bene. E' "Lo stato delle cose", una sorta di "contenitore" destinato ogni anno a un tema diverso. Dall'organizzazione spiegano che «può trattarsi di volta in volta di una cinematografia nazionale che si afferma, di un genere che risorge con improvvisa vitalità, o di un argomento che accomuna cineasti diversi». Quest'anno ha come tema centrale "la politica". Era ora, viene da dire. Soprattutto un genere particolare di politica. Quella dei giovani. Si parla di ragazzi. «Ragazzi che s'interrogano sul significato del loro entusiasmo, delle loro scelte, delle loro follie; ragazzi che si chiedono il perché dell'ordine stabilito delle cose; ragazzi che finiscono spesso per scontrarsi...». Un susseguirsi di ragazzi che fanno questo e quest'altro. Uomini più o meno giovani, impegnati nei diversi ambiti della cultura e della politica. Le donne non esistono. Tanto che viene il dubbio che si tratti di una sezione dedicata al cinema gay, anzi criptogay. Questa sì che sarebbe una bella notizia. Moretti, l'etero tutto d'un pezzo, si accorge che al mondo ci sono uomini e donne che hanno desideri diversi. Ma allora perché non dirlo chiaramente? Sempre nel comunicato si rimanda al legame tra il nostro tempo, questi ragazzi e il '68. Ma proprio quel Sessantotto ci racconta un'altra storia. Sono anni in cui si afferma il movimento femminista sostenendo, fra le altre cose, l'attenzione al linguaggio e a come questo influenzi pensiero e comportamenti. Ma per il Moretti del "Ma come parli?!" e per il suo
staff il '68 e il presente appartengono solo ai ragazzi. Le donne/ragazze non esistono.
Flavio Donnini
Questo articolo ha ricevuto 202 visite.
|
|
 |
|
| APPUNTAMENTI |
 |
|
|
|