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| Bologna. Sessualità e pregiudizi, storie (crudeli) raccontate al cinema |
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| Gender Bender La kermesse che esplora le rappresentazioni del corpo in più discipline artistiche è giunta all'ultima giornata |
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| Domenica 02 Novembre 2008 |
| di Corriere di Bologna |
| in Spettacoli |
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Le inspiegabili contraddizioni sull'omosessualità della legge islamica; le difficili condizioni di vita dei transessuali in Svezia; gli incubi, sia pure con l'aiuto dell'ironia, su un futuro di intolleranza; le complicate relazioni nei tanti microcosmi; la lotta agli stereotipi più cupi. Nel ricco programma di visioni dell'ultima giornata di «Gender Bender» dominano le tante declinazioni del sociale, colto nelle sue mille sfaccettature e nelle sue croniche contraddizioni. Lo sguardo di Soggettiva, che nei giorni scorsi ha portato a Bologna artiste del calibro di Pratibha Parmar e Rose Troche, coglie nel segno anche in questa ultima giornata proponendo, prima nel pomeriggio, poi in serata, alcuni tra gli appuntamenti più interessanti. Si comincia con tre cortometraggi dalle 16.30 al Lumière, tra momenti di intelligente satira usata per parlare di norme sociali e identità di genere ( Gendercator di Catherine Crouch), ritratti emotivamente intensi di un trans nel suo passaggio da donna a uomo ( The Perfect Man
di Maria Akenson) e una sfida agli stereotipi a colpi di umorismo e dramma ( Don't go, di Amber Sharp). Ma le maggiori attese si ripongono in Vivere di Angelina Maccarone.
Regista tedesca di padre italiano, nel 2005 si affermò al festival di Locarno con Velfolgt, inquietante storia sadomaso tra una assistente sociale cinquantenne e un delinquentello adolescente. Ora porterà al Lumière (20.30) questo film la cui protagonista, Francesca, è una tassista che di notte si prende cura del papà e di sua sorella, la quale la notte della vigilia di Natale scappa di casa. Sua sorella però non sarà l'unica anima persa della storia. Altre due segnalazioni da segnare in agenda. La prima (18.30, Lumière), nello spazio Cult in anteprima nazionale, è Be Like Others di Tanaz Eshaghian, cineasta nata in Iran, ma fuggita con sua madre piccolissima all'inizio della guerra tra Iran e Iraq. La sua esperienza si è tradotta sul grande schermo con l'attenzione ai temi legati all'integrazione sociale e culturale dei migranti. In questo documentario denuncia l'incredibile legge iraniana che consente le operazioni chirurgiche per il cambio di sesso, in mancanza di passaggi nel Corano che vieti la transessualità, ma punisce l'omosessualità con la morte, perché vietata dalla legge sacra. I protagonisti della vicenda allora, nella speranza di accedere a un'esistenza decente, affollano l'ambulatorio di Bahram Mir Jalali, il chirurgo più famoso del Paese di riassegnazione del sesso. La proiezione, ad ingresso gratuito, è in collaborazione con Human Rights Nights. La seconda è la proposta di uno dei più noti registi tailandesi, Poj Arnon. Bangkok Love Story, un grande successo al botteghino tailandese e qui in anteprima nazionale, è un thriller serrato con atmosfere melò al cui centro si pone la struggente storia tra un giovane killer e la vittima che deve uccidere per contratto. Nascerà tra loro una grande storia d'amore e con questa una lezione sulla forza dei sentimenti, capaci di avere la meglio anche sul lato più violento della vita.
Paola Gabrielli
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