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Edizione di Domenica 27 Maggio 2012
Gnocchi e il suo psicoreality
Gnocchi e il suo psicoreality
Programma da antologia
Venerdì 31 Ottobre 2008
di Liberazione
in Spettacoli

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di Boris Sollazzo

I più giovani si ricorderanno una sigla mitica di un cartone animato dedicato a Re Artù. Una marcetta che usciva da tutti i giradischi portatili dei bambini cresciuti negli anni 80 che regolarmente li faceva urlare alla strofa proditoria "Anche Lancillotto, furbo come un gatto!". Ecco se Artù è forse la trasmissione (satirica? Talk? Psicoreality? Difficile etichettarla e questo la rende speciale) più interessante e divertente in casa Rai, e proprio "nella rete leghista" come ama sottolineare perfidamente il conduttore, Gene Gnocchi è il suo Lancillotto furbo e geniale che le dà la vera marcia in più. Dopo averla fortemente voluta, rinunciando per essa anche al "posto sicuro" di Quelli che il calcio e ad altre vetrine ben più luminose, dimostra con talento e acume che la difficile scommessa l'ha vinta. Artù è costruito su un modello vicino alle Cronache marziane di Fabio Canino - domande impertinenti e impenitenti attorno a un tavolo a vip di ogni sorta - gli invitati speciali sono soggetti a ogni tipo di angheria verbale, pur sempre elegante, da parte del conduttore e dal giudizio, in verità non troppo severo, di un Grillini sornione. Il tutto per diventare il king opinion della settimana (il programma va in onda giovedì in seconda serata) dopo regolari eliminazioni stile reality e un quiz truccato contro lo stesso Gnocchi. Un format surreale ed efficace che funziona anche quando gli ospiti non sono il massimo - l'altroieri il trio Flavia Vento, Giorgia Surina e Sergio Muniz non era in gran forma, a differenza di un imprevedibile Giovanna Trillini, altra olimpionica di scherma portata per la tv - proprio perché si gioca continuamente sul linguaggio televisivo e non e sugli stereotipi regolarmente demoliti dalle domande impossibili di Gene. Si fa satira di costume - e quando ci sono anche i politici si va oltre - e persino informazione, destrutturando il politicamente corretto con delicatezza (esilarante il gioco gay-non gay di Grillini). A parlare di Artù, anche se benissimo, comunque gli si fa un torto: va visto e gustato. E allora ecco il menù ideale: giovedì Gnocchi, domenica Crozza.





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