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| Milano. Tra Orwell e gli amori gay |
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| Teatro di ricerca sempre più vicino all'arte contemporanea |
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| Martedì 07 Ottobre 2008 |
| di Corriere della Sera |
| in Spettacoli |
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Giovani compagnie apprezzate in Europa e per lo più sconosciute alla città, si alternano sul piccolo prezioso palcoscenico dello Spazio Pim. Un luogo che si è fatto conoscere per la capacità di offrire nuovi possibili dialoghi tra artisti e pubblico, dando corpo a quella «casa della cultura » che dalla scorsa stagione è diventata la filosofia del teatro. La commistione di linguaggi, e il teatro di ricerca sempre più vicino al mondo dell'arte contemporanea sono le tracce che segnano il cartellone, interamente composto da debutti nazionali e milanesi.
Protagonisti della scena una vibrante generazione di artisti selezionati dal bando nazionale lanciato dal teatro a cui si affiancano gruppi scovati tra i più interessanti festival italiani, da Drodesera, a Sant'Arcangelo. Il marchio doc della stagione è riconoscibile dall'apertura, con la premiata coppia AstorriTintelli che da venerdì 10 ottobre propone la sua ultima creazione «Lì o là»; «concerto pirandelliano » dove, tra un muro di casse e amplificatori, e un paio di consolle per dj, gli attori mixano una sinfonia di poesie, suggestioni e suoni. Dal 17 ottobre l'amore tra due uomini è padrone del palco con «Under my skin» di Massimo Bavastro. Sotto le lenzuola una coppia gay alle ultime battute della loro storia d'amore; una partita tenera e violenta che non lascia respiro e mostra il talento di due attori, Antonio Merone e Francesco Stella qui diretti da Daniele de Piano. Si ispirano ad Orwell invece i Santasangre, interessante gruppo vicino alla body art. In prima milanese a febbraio «84.06», protagonista un uomo ingabbiato in una scatola di vetro: il suo pensiero critico fa paura, deve essere annientato; ci proveranno due presenze audio-video che condividono con lui quello spazio.
Il teatro diventa invece muto per lasciare spazio alla visione con i Pathosformel dal 20 marzo in scena con due spettacoli «La timidezza delle ossa», che disegna il non detto di un corpo attraverso la sua pressione su un telo, e «Volta» dove a possedere la scena è il gioco di due corpi neri, parzialmente coperti di cera bianca.
Livia Grossi Pirandelliano «Lì o là» della coppia AstorriTintelli, in scena da venerdì
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