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| Danza, Waltz, gesti astratti e anche gay |
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| Due donne nude in una piccola piscina per una scena di soffice lesbismo |
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| Lunedì 29 Settembre 2008 |
| di la Repubblica |
| in Spettacoli |
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di LEONETTA BENTIVOGLIO
Come accade spesso ai giovani coreografi, Sasha Waltz ha assorbito molto dalle avanguardie di fine ?900 ma mostra di voler procedere fuori dagli schemi identificando un segno originale. Tedesca di Karlsruhe e operativa con successo a Berlino, s´è formata nel solco dell´espressionismo per poi abbracciare i post-moderni americani e gli astrattisti forgiati da Cunningham. Oggi viaggia tra narratività drammatica e studi plastici sul corpo lontani dalla visceralità del Tanztheater, intenzionata a immettere queste due strade opposte in un linguaggio non condiviso.
Sfida affrontata con determinazione in Impromptus, proposto in apertura del festival Romaeuropa (in collaborazione con la rassegna "Tersicore"). Costruito per sette danzatori "astratti" (camicie, slip e tunichette senza tempo né colori) su cinque pagine per pianoforte solo e quattro Lieder di Schubert, il pezzo si sviluppa in due pedane inclinate sopra cui si staglia un pannello color ambra in posizione sghemba. Questo design, con i suoi vuoti, enfatizza lo spazio ed esalta il continuum delle danze, scandite in flussi densi di musicalità ma anche accolte in squarci di silenzio. S´alternano assoli e duetti sorprendenti negli abbracci e nelle sospensioni dove scompare il peso, in un potente riflesso "non detto" del romanticismo schubertiano. Meno interessante la seconda parte, evocativa del versante neo-espressionista della Waltz, più esplicita nei "racconti" e nel ricorso a elementi esterni: vernici rosso sangue, stivali che appesantiscono avanzate, due donne nude in una piccola piscina per una scena di soffice lesbismo.
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