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| Carramba, il paese dei replicanti |
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| Raffaella è un simbolo gay e quei ragazzi palestrati ne rafforzano l'icona |
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| Venerdì 19 Settembre 2008 |
| di Il Manifesto |
| in Spettacoli |
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di Norma Rangeri
La ministra dell'istruzione rimette il grembiule ai ragazzini, restaura il voto in condotta e il maestro unico, la collega delle pari opportunità spazza sotto il tappeto le prostitute della strada prefigurando il ritorno dele case chiuse. Dunque è perfettamente congruente che lo specchio televisivo volga lo sguardo all'indietro accogliendo con entusiasmo Carramba che sorpresa (Raiuno, mercoledì). E del resto tutto è relativo. Se il ritorno della sempre uguale Raffaella lo paragoniamo alle novità offerte dal palinsesto della rete ammiraglia, tipo "Tutti pazzi per la tele", allora viva la lacrimosa tradizione della Carrà. Ma si tratta di una magrissima consolazione. Il pubblico della Rai e la Carrà invecchiano insieme. La stoffa della professionista è di quelle che anche dopo qualche anno in naftalina, resta un classico del guardaroba televisivo. Il varietà raffaellesco non regala nulla di nuovo, è una citazione continua del catechismo secondo Raffa. A cominciare dalla storica sigla con cui si presenta ai telespettatori («come è bello far l'amore da Trieste in giù»), continuando con l'abito e i capelli che immortalano l'eterna silhouette della bambola Barby, concludendo con le ospitate dei «cari amici», Giorgio Panariello e Renato Zero. Il primo incollato al vecchio repertorio di battute (ancora l'imitazione di Briatore!) che fanno ridere soprattutto lui. Il secondo, un habitué delle sorprese di Carramba, sempre al centro dell'adorazione dei suoi fan. Sono tornati alla ribalta anche i boys, lo squadrone di ragazzi, manovrato dai due art director (Sergio Japino e Gianni Boncompagni), strumento scenografico per i balletti e le canzoncine boncompagnesche, giovane alveare agli ordini dell'ape regina. Raffaella è un simbolo gay e quei ragazzi palestrati ne rafforzano l'icona. Valletti al posto delle vallette, addetti al delicato compito di aprire i bussolotti con i numeri milionari (il programma è abbinato alla lotteria Italia). Una pioggia di soldi per tirare su gli ascolti della prima puntata: un telespettatore incredulo («ma sarà vero?») ha vinto 300 mila euro, in una serata davvero generosa (poco prima Affari Tuoi aveva regalato 500 mila euro). Unico momento di stralunato trash, l'apparizione in studio di Boncompagni abbigliato con una parrucca bionda chilometrica per interpretare la parte di una Eva molto annoiata dal paradiso terrestre «dove si prende solo Raieducational». Nel salutare la platea dell'Auditorium del foro italico, la Carrà ha spiegato che «la situazione mondiale non è buona», e ha invitato il pubblico «a prendersi due ore di leggerezza, ironia, bellezza». Una promessa piuttosto impegnativa, difficile da mantenere. Questo articolo ha ricevuto 184 visite.
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