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Edizione di Domenica 27 Maggio 2012
Venezia. Brass:
Venezia. Brass: "Per me niente cerimonia inaugurale"
E' presidente della giuria del Queer lion
Giovedì 04 Settembre 2008
di TgCom
in Spettacoli

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E' il maestro dell'erotismo e quest'anno è alla Mostra del cinema di Venezia come presidente di giuria per premiare il film con le maggiori valenze gay. Ma Tinto Brass dà ancora fastidio e così qualche problema c'è stato: "Prima cercano di sdoganarmi - racconta a Tgcom - e poi rimane un certo ostracismo, tanto che si sono 'dimenticati' di mandarmi l'invito per la cerimonia inaugurale. Ma chi se ne frega...".



Invitato sì, ma pur sempre scomodo. Lui che negli anni scorsi era sempre stato tenuto a debita distanza dal salotto buono del cinema, salvo poi far più notizia di tanti film in concorso con incursioni memorabili al fianco delle bellezze dei suoi film, quest'anno è stato invitato addirittura a presiedere una sezione alternativa. Tanto alternativa che per il regista non c'è stato spazio nella serata inaugurale.



Ma Brass non la prende a male, anzi, ci scherza sopra come sempre... "Peggio per loro - dice - perché ero insieme a Caterina Varzi, una splendida ragazza che è la protagonista di "Ziva", il mio prossimo film. Avrebbe contribuito a risollevare le sorti estetiche di una Mostra un po' ancorata a vecchi emblemi. Alla serata inaugurale c'era la Claudia Cardinale, assolutamente rispettabile ma appartenente a qualche altra generazione".



Come se la passa l'erotismo in Italia in questo momento?

Vive un momento abbastanza gramo. Da un lato è drogato da quelle cose che si vedono in tv, dalle televendite notturne ai programmi ufficiali dei canali principali, che con l'erotismo non hanno molto a che fare, sono più fumo negli occhi. Dall'altro continua a esserci un pregiudizio nei confontri della materia che è abbastanza mortificante. Quando qualcosa di erotico arriva in un festival, è quasi sempre condizionato da questa antinomia "eros-thanatos", per cui l'eros è considerato pericoloso e viene privilegiato il thanatos. Insomma, oggi non possono più dire 'non mangiate la mela', ma ti dicono 'attenzione, la mela è marcia e poi ci sarà sofferenza, dolore, ecc'. Questo è un discorso deviante perché l'erotismo è vita, piacere, gioco, senza contropericoli.



Però quest'anno presiede la giuria per il miglior film a tematica omosessuale. Cosa si aspetta?

Questa è una designazione che è arrivata direttamente da un'iniziativa di Marco Muller che sa che mi hanno considerato un'icona gay. Diverse volte, da "Paprika" a "Salon Kitty" e "Trasgredire", ho affrontato il tema dell'erotismo omosessuale sia dal punto di vista femminile che maschile. In genere a me non piace giudicare, ma siccome questa è una materia mortificata da tanti pre-giudizi, ho accettato di mettermi in gioco cercando di spezzare una lancia per una concezione meno pregiudiziale di questo argomento. E poi credo che ormai facciano molto più sesso gli omosessuali che gli etero. Questi ultimi chiaccherano molto di più, i primi fanno...



Questo lato dell'universo erotico è molto presente in film e serie tv ultimamente. Forse perché, a differenza di quello etero, è un territorio ancora tutto da esplorare?

C'è sicuramente anche questo elemento, però delle volte mi sembrano degli espedienti usati per tirare fuori l'erotismo da una nicchia in cui è finito, con delle alterazioni un po' di maniera. Io invece mi auguro che i film che trattino questi argomenti non siano fatti per uscire da una certa emarginazione ma perché si riconosce la validità del tema in sé, che non ha meno valenze culturali o estetiche rispetto agli altri.



Massimo Longoni

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