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| Transessuali e figli di reverendi in «Dirty sexy money» e «Brothers and sisters» |
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| Famiglie sporche e pulite |
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| Mercoledì 09 Luglio 2008 |
| di La Sicilia |
| in Spettacoli |
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Roma. Un aspirante politico con un transessuale di troppo nel suo passato, un reverendo con un figlio da nascondere, un'ereditiera sposata diverse volte, un'altra aspirante suicida, un patriarca cinico, una matriarca con gli scheletri nell'armadio. Eredi degli Ewing di Dallas e dei Currington di Dynasty, i Darling, protagonisti dell'irriverente telefilm "Dirty sexy money" mostrano la faccia sporca dell'America, divisa fra le Paris Hilton ed i Clinton, tra gossip e scandali politici al sapore di sesso. Un po' meno cinici, gli Holden, protagonisti di "Brothers and sisters" smontano pezzo per pezzo l'America puritana fra matrimoni gay e figli in provetta. Telefilm scomodi, lontani anni luce dalle fiction di casa nostra, quelle che il FictionFest di Roma, che si è aperto ieri, vuole santificare in una manifestazione che, al suo secondo anno, si fa sempre più esterofila. A Roma sbarcano i protagonisti di "Dirty sexy money" e "Brothers and sisters" per raccontare un'America diversa, capace di trasmettere in prima serata una serie fra i cui protagonisti c'è anche un reduce alcolizzato e drogato della guerra in Iraq, serie di successo che il pubblico ama , perché "in noi - dicono gli attori - si riconoscono" .
Per il pubblico italiano invece l'identificazione è decisamente meno irriverente e certamente più monotona, visto che per aprire il FictionFest la Rai ha scelto "Raccontami 2", la serie sull'Italia degli anni '60, interpretata da Massimo Ghini e Lunetta Savino. Ben confezionata, costata quasi 15 milioni di euro, la fiction racconta il nostro passato, fra il '64 ed il '66, con tanta storia della tv , rievocata dalle vicende familiari dei Ferrucci.
E mentre i protagonisti di "Dirty sexy money" scherzano sulle strane coincidenze delle scene girate da loro e gli scandali reali della politica, i protagonisti di "Raccontami" se la prendono con i colleghi del cinema, quelli con la puzza sotto il naso che snobbano la fiction italiana. "I personaggi chiave del nostro telefilm - spiega William Baldwin, interprete del cinico Patrick Darling, il politico dai pruriti sessuali da nascondere - sono quelli che attraggono lo spettatore. All'inizio ci prendevano in giro, ci chiamavano una via di mezzo fra i Kennedy e Paris Hilton, ma poi hanno visto che il pubblico si affezionava per sapere quello che succedeva all'interno della famiglia. Credo che nel proseguimento della storia ci sarà anche modo per parlare di più degli aspetti politico-sociali, anche se già fin da ora ci sono stati paralleli inaspettati con la realtà".
Una storia ben diversa quella di "Raccontami", la cui seconda serie, in onda in autunno su Raiuno, parte dalla primavera del '64, fra minigonne e capelloni, alla vigilia degli sconvolgimenti del '68. Lontana dalla politica, scomoda da raccontare sul piccolo schermo, la serie tocca i toni della commedia, ma anche quelli drammatici, riaccendendo gli animi di chi quegli anni li ha vissuti. "Questa serie riesce ad entrare negli animi delle persone senza diventare una cartolina ingiallita", sottolinea Ghini che però ha un'altra battaglia da combattere, quella contro l'atteggiamento snobistico di molti suoi colleghi verso la tv. "Per troppi anni c'è stato un atteggiamento quasi di schifo nei confronti delle fiction - tuona l'attore - E' ipocrita perché grazie alla tv il 70% degli attori riesce a lavorare. Inutile fare divisioni fra buoni e cattivi, il cinema è fatto di bei film e di "monnezza", anche in tv si possono fare prodotti di qualità".
Beghe italiane a cui gli americani, che passano dal cinema alla tv senza battere ciglio, non sono certo abituati. Nel cast di "Brothers and sisters", figurano Balthazar Getty, interprete, fra gli altri, del film di David Linch "Lost Highway" e di Oliver Stone "Natural born killers" e Calista Flockhart, già Ally Mcbeal. Oltre a loro c'è il giovane David Annable, interprete di Justin, un reduce della guerra in Iraq. "La nostra è l'unica serie che porta in tv, in prima serata, un veterano della guerra in Iraq, raccontando come vive al ritorno, fra droga e alcool - conclude l'attore - I nostri soldati vengono abbandonati e molte persone ci ringraziano perché raccontiamo i loro problemi".
TIZIANA LEONE
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