 |
| «L Word», un tuffo nell’amor lesbico che dispiacerà a qualcuno |
 |
| Giunto alla terza serie il telefilm Usa |
 |
| Giovedì 03 Luglio 2008 |
| di l'Unità |
| in Spettacoli |
|
 |
|
Tu sei… assolutamente lesbica»: ecco, è in questa affermazione del bel ragazzone a una delle protagoniste che sta la sintesi di L Word. Un mondo di donne, lesbiche, bisessuali, etero. Prodotto negli Usa già dal 2004, il telefilm è trasmesso in Italia da La7 (va in onda il mercoledì sera alle 23,50, e siamo ormai alla terza serie) e dal satellitare Canale Jimmy. Nella melensa programmazione di fiction italiana, dove cuore fa rima con amore, ed è tutto uno stracciarsi le vesti per amori traditi, fa un certo effetto ritrovarsi all’improvviso nell’amore saffico, dove un gruppo di belle figliole passano il tempo in abbracci e baci voluttuosi. Perché, fin qui, i telefilm italiani che hanno soltanto osato citare amori omosessuali se la sono vista brutta, travolti dalle polemiche: basta ricordare cosa non ha passato Lino Banfi - accusato apertamente dall’Osservatore Romano - perché prima è stato protagonista di Il padre delle spose (con una figlia lesbica) e poi, nel Medico in famiglia, ha «benedetto» l’unione omosessuale tra il dottor Oscar e il dottor Max!
L Word, invece, racconta in maniera diretta e senza ambiguità un intreccio di storie: e onestamente sorprende che alcune non abbiano fatto gridare allo scandalo. Come quando Tina (Laurel Holloman) dà alla luce un bambino nato per inseminazione artificiale, e intorno a lei si stringe un «coro di mamme». s. gar.
Questo articolo ha ricevuto 298 visite.
|
|
 |
|
| APPUNTAMENTI |
 |
|
|
|