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Edizione di Domenica 27 Maggio 2012
Grillini non ha dubbi: «Se rinascessi
Grillini non ha dubbi: «Se rinascessi
E' appena uscito nelle librerie "Ecce Omo, 25 anni di rivoluzione gentile" autobiografia dell'ex "omorevole" dei Ds
Mercoledì 02 Luglio 2008
di Liberazione
in Spettacoli

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di Saverio Aversa

Massimo, Vanni, Andrea, Giancarlo, Henry e Valerio: a questi uomini è dedicata l'autobiografia di Franco Grillini Ecce Omo, 25 anni di rivoluzione gentile (Rizzoli, pp.261, euro 18) scritta a quattro mani con Laura Maragnani. I sentimenti prima di tutto quindi, visto che sono i nomi degli uomini che ha amato di più l'ex- omorevole che non a caso ha proposto che invece di omo-sessualità si parli di omo-affettività. Nato a Pianoro, in provincia di Bologna, il 14 marzo del 1955 da Mafalda Nanetti e da Giuseppe Grillini, nella masseria di Pietrafitta dove i genitori sono mezzadri: bellissima lei, bellissimo lui, grandi ballerini di liscio si erano conosciuti in una balera. Per capire meglio il tipo di famiglia e il contesto sociale l'autore consiglia di rivedere o semplicemente ripensare alle immagini di Novecento l'opera cinematografica in due grandi capitoli diretta da Bernardo Bertolucci che fa l'elegia del lavoro dei campi e della lotte contadine, anche e soprattutto con la miseria e la fatica. Nella gran polvere della trebbiatrice giocavano i bambini con i vestiti rattoppati proprio come Olmo Dalcò, uno dei due protagonisti del film "comunista", che capitanava una banda di scorazzanti mocciosi. «Ne ho un ricordo paradisiaco. Ma la mezzadria non era affatto un paradiso. A raccontarla sembra cosa di altri secoli, ma era povertà vera, di quelle nere».

La crisi della mezzadria costringe la famiglia Grillini a trasferirsi vicino alla città, Bologna naturalmente, e poi nel quartiere operaio di Corticella dove il Pci prendeva l'82% dei voti ma con socialisti e altri gruppi di sinistra si raggiungeva addirittura il 95%. Qui Franco frequenta le medie e prende la licenza con voti bassi, sull'ultima pagina del libretto scolastico c'è scritto: "Si sconsiglia vivamente la prosecuzione degli studi". Indicazione smentita dal diploma di tecnico agrario e da una laurea cento dieci e lode in Pedagogia. Entra nel Pdup dove incontra una donna fondamentale per la sua vita e per la formazione politica, Lidia Menapace che nel partito tentava di coniugare l'estrema sinistra con femminismo, liberazione sessuale, ecologismo e diritti civili.

Franco è magrissimo, con spessi occhiali da miope ma con le ragazze ha un certo successo e quelle con le quali ha avuto delle storie quando lo incontrano oggi gli dicono: «Ma non ci posso credere che sei gay!». La più incredula è la ragazza che stava per sposare, un amore grande, un'intesa sessuale notevole: discutono un'intera estate sul numero dei figli che avrebbero avuto. Ma ecco l'incontro con Massimo, il primo amore omosessuale ma soltanto platonico, «E' stata una storia molto bella, che non ha avuto risvolti sessuali solo perché non ce l'abbiamo fatta», è il primo passo per uscire da una sorta di limbo durato anni, il tempo di elaborare il lutto per la defunta eterosessualità. Poi arriva Vanni, biondo, occhi blu, e con lui il sesso: una storia completa finalmente, bella, travolgente, romantica, rovente, a lungo desiderata. «Ero finalmente entrato a pieno titolo nel meraviglioso mondo dei gay».

La prima riunione politica gay arriva il 10 giugno del 1982 per organizzare l'apertura del Cassero di Porta Saragozza. Il Cassero è stato il primo centro di cultura omosessuale in Italia, la prima sede assegnata ad un gruppo gay da un'amministrazione pubblica, il comune di Bologna. Il favoloso mondo gaio al quale era approdato Grillini prevedeva anche che imparasse i molti e ben diversi modi di trovare sesso a cominciare dal principale, almeno allora pareva esserlo, il cosiddetto "battere". Il termine non si riferisce alla prostituzione ma alla ricerca di un partner occasionale con il quale "consumare" un rapporto sessuale spesso veloce e in posti all'aperto. I luoghi preferiti erano (sono) le stazioni e i parchi pubblici. C'era tutto un rituale, almeno fino agli anni Settanta, che in parte sopravvive ancora adesso, legato ai pisciatoi delle stazioni e degli autogrill, una procedura fatta di sguardi furtivi, di oso-non oso, di gesti audaci, di sesso compulsivo, liberatorio. A Bologna il luogo più frequentato, di notte naturalmente, è una strada adiacente al policlinico Sant'Orsola ma quando gli amici ci portano il neofita Grillo lui non ci si trova, non fa per lui, preferisce le cose alla luce del sole anche perché la sua miopia non lo aiuta a distinguere al buio le fattezze dell'eventuale partner. Ma questa modalità è ancora quella preferita da chi ha una doppia vita, per esempio gli sposati con figli o i sacerdoti, uomini che non hanno nessuna intenzione di mettere in discussione la propria famiglia o il loro compito e preferiscono vivere la propria omosessualità in modo clandestino.

Da poco era nato l'Arcigay e a fondarlo è un ex prete, don Marco Bisceglia che Franco conosce nel 1983, «sembrava animato da un'energia incontenibile». L'Arci aveva affidato a Bisceglia il nuovo settore sui diritti civili e dopo qualche tempo era arrivato ad aiutarlo anche un obiettore di coscienza in servizio sostitutivo alla leva militare, Nichi Vendola. Grillini sarà prima segretario e poi presidente nazionale di Arcigay, infine presidente onorario. In quei primi anni Ottanta compare la "peste gay", l'Aids, che mette in allarme le varie associazioni omosessuali italiane che subito si fanno carico della divulgazione delle norme di prevenzione e prendono i primi accordi con gli ospedali per uno screening di massa. Lo Stato invece reagisce in modo bigotto e il ministro della Sanità Degan sentenzia, «L'Aids non è un problema per l'Italia». Donat Cattin, suo successore, spedisce agli italiani una bella letterina promuovendo l'astinenza sessuale! 25 milioni di lettere per una spesa di 5 miliardi, soldi che sicuramente potevano essere spesi meglio, per esempio in profilattici da distribuire gratuitamente. Arcigay riesce ad avere dei fondi dall'Istituto Superiore di Sanità e ad avviare una campagna d'informazione sull'Aids, la prima in assoluto con depliant, volantini e manifesti ma anche con la distribuzione gratuita e non autorizzata dei preservativi "salvavita".

Nel 1985, ad aprile, c'è il primo incontro della segreteria nazionale del Pci con Arcigay, a Botteghe Oscure naturalmente. Dopo l'incontro foto di gruppo nella sala d'ingresso con il fotografo de L'Espresso , passa Giancarlo Pajetta e si unisce alla "posa" e poi chiede: «Ma voi chi siete?», «Siamo l'Arcigay». Pajetta schizza via urlando per i corridoi «Prima le puttane!» e si riferiva a Lucciola il giornale del comitato per i diritti delle prostitute che aveva pubblicato un fotoromanzo con Chicco Testa, allora presidente di Legambiente. «Prima le puttane e adesso i finocchi! I finocchi! Ma che cosa sta diventando questo partito?». Ma un finocchio era già stato eletto al Parlamento nel 1979 anche se era sfuggito all'attenzione di Pajetta: Angelo Pezzana, primo omosessuale dichiarato candidato nel 1976 e subentrato a Pannella tre anni dopo e solo per tre giorni senza mai mettere piede alla Camera. In seguito venne eletto Nichi Vendola per Rifondazione, confermato nel 2001 quando Grillini diventa deputato dei Ds: è il 30 maggio e Franco, accompagnato dal fidanzato Henry varca da onorevole l'ingresso di Montecitorio. Il 21 ottobre del 2002 presenta la sua proposta di legge sui Pacs raccogliendo le firme di molti esponenti dei Ds e della Margherita oltre a quelle più scontate dei parlamentari dei partiti più a sinistra e dei radicali.

Presto dei Pacs rimane solo un ricordo e con i Dico non va certo meglio, a fine governo Prodi si parla dei Cus che vengono presto spazzati via dall'attuale governo di centrodestra. Venticinque anni di "rivoluzione gentile" non hanno prodotto leggi importanti per le persone glbtq a parte la 164 per il cambio di sesso, il "grosso" è ancora lì, sul tavolo, ancora tutto da ottenere e chissà quanto bisognerà aspettare.

Fortunatamente però la "questione omosessuale" non è più considerata irrilevante sul piano politico, anzi dopo il World Pride del 2000 è diventata uno degli elementi significativi della battaglia politica italiana. Ma soprattutto è cambiata la società, gli omosessuali non sono più clandestini, aumentano le persone che vivono il loro orientamento sessuale alla luce del sole con esistenze molto soddisfacenti. Conclude Grillini:«Sono omosessuale, questo è il fatto più importante della mia vita, centrale per il mio impegno politico e sociale. Pensando alla mia esperienza, così profonda e che mi ha segnato in modo indelebile, non ho dubbi: se dovessi rinascere tornerei ad essere omosessuale. Senza nessuna incertezza».

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