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| Si conclude Garofano verde |
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| Rassegna di teatro omosessuale che ogni anno si svolge al Belli |
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| Domenica 22 Giugno 2008 |
| di Il Messaggero |
| in Spettacoli |
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di PAOLA POLIDORO
Si conclude la XV edizione del Garofano Verde, la rassegna di teatro omosessuale che ogni anno si svolge al Belli. Quest'anno la kermesse ci ha proposto tutto il meglio delle precedenti edizioni, chiudendo con due novità: la raccolta Altri amori, in scena oggi pomeriggio (ore 18,15) e domani, selezione di corti teatrali gay diretta da Marcello Cotugno e - da mercoledì - Alan Turing e la mela avvelenata, di Massimo Vincenti. Protagonista Gianni De Feo, regia di Carlo Emilio Lerici. Il testo immagina un carteggio tra Alan Turing, il celebre matematico londinese precursore degli studi sull'intelligenza artificiale, e sua madre. Il titolo, che fa pensare alla favola di Biancaneve, stabilisce la relazione tra madre e figlio: a soli 42 anni Turing si suicidò mangiando una mela con cianuro di potassio; sua madre non volle mai credere che si fosse ucciso. «Fu un uomo piuttosto stravagante: andava in bicicletta con la maschera antigas, legava la tazza da tè al termosifone con un lucchetto, portava la giacca del pigiama al posto della camicia, gettava nel cestino le lettere della madre senza leggerle e canticchiava per giorni il ritornello dell'incantesimo della strega di Biancaneve sulla mela avvelenata quindici anni prima di scegliere tale metodo per suicidarsi», spiega Carlo Emilio Lerici. L'epistolario si basa sulle carte del Tribunale che decretò la fine di una delle menti più geniali del XX secolo: grazie alla macchina di Turing gli inglesi avevano potuto decifrare i codici segreti tedeschi durante la Seconda guerra mondiale. L'Inghilterra lo decorò con l'Ordine dell'Impero Britannico, ma poi lo processò per omosessualità, condannandolo alla castrazione chimica (quindi all'impotenza) e, praticamente, al suicidio. Questo articolo ha ricevuto 256 visite.
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