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Quando si conosce la storia di Diego, è inevitabile pensare all'attualità, alla cronaca. Diego è il protagonista di «Ordinary» (Serarcangeli Editore), il romanzo opera-prima del giovane scrittore romano Emiliano Reali: ha vent'anni, Diego, è gay e vorrebbe vivere liberamente la sua natura. Ma le difficoltà che incontra non sono poche e, lontano dalla finzione, sono quanto di più reale si possa immaginare. Dalle pagine scritte, la vita di Diego approda a teatro con uno spettacolo tratto dal libro (tradotto anche in inglese).
Fino al 29 giugno, «Ordinary» è in scena con la regia di Gorjana Ducic a Stanze Segrete, teatro-salotto nel cuore di Trastevere (via della Penitenza 3; tel. 06.6872690). La pièce è inserita nel Progetto «Verba Manent» e ha ottenuto il finanziamento del Comune e di Imaie, vincendo il bando per i teatri con meno di 100 posti: «La struttura del libro – commenta Ducic, assistente dal 2003 di Ennio Coltorti, direttore artistico del teatro Stanze Segrete, ha studiato all'Accademia Silvio D'Amico – è spezzettata, a puntate singole, che fanno pensare, e ben si prestava per una particolare resa teatrale, anche televisiva, una bella intuizione di Reali».
La riduzione è molto fedele al testo: «Si parla di Diego e della sua storia con Alex continua Gorjana Ducic -, quest'ultimo si rivelerà la grande delusione amorosa nella vita del protagonista; poi l'esperienza ancora più tremenda con Leandro, il rapporto che distruggerà Diego; Leandro è quasi una figura diabolica, potente e doppia. Il taglio della pièce è elegante e di denuncia allo stesso tempo, come la scrittura di Reali (bravo nel descrivere le tensioni interne), e non manca un finale d'impatto emotivo».
C'è una voce narrante, quella di Beatrice Presen, una sorta di «angelo azzurro alla Marlene Dietrich che crea l'alter ego di Diego». Completano il giovane cast Mario Merone nei panni del protagonista Diego («quasi un personaggio surreale alla Beckett»), Daniela D'Amato nel ruolo di Andy, Giovanni Andriuoli che interpreta Leandro e Mario Scerbo nel doppio ruolo di Alex («personaggio aristocratico, ispirato a Oscar Wilde») e dello sconosciuto. «Ordinary – dice Emiliano Reali – è anche un romanzo di denuncia, verso una società ancora ostile nei confronti del mondo omosessuale. La storia di Diego è quella di tanti ragazzi, Diego potrebbe essere il tuo collega, un padre di famiglia, il tuo datore di lavoro, il tuo migliore amico o addirittura tuo fratello: saresti pronto ad accettarlo?». Questo articolo ha ricevuto 201 visite.
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