La rassegna «Garofano verde - Scenari di teatro omosessuale», a cura di Rodolfo di Giammarco, si apre stasera al Belli (piazza Sant'Apollonia 11/a, ore 21,15, tel. 06 5894875) con «Picchì mi guardi si tu sì masculo», che sarà replicato domani, scritto, interpretato e messo in scena da Giancarlo Cauteruccio, alla fisarmonica Peppe Voltarelli.
Dice l'autore: «Mi propongo un viaggio introspettivo che faccia emergere la complessità del mio corpo, i suoi conflitti, la sua patologia, la sua condizione estrema. La mia obesità, la mia voce malata, la mia conflittuale osservazione del mondo, la mia fragilità, il mio buio, il mio silenzio e al tempo stesso il mio grido. Ho bisogno di un teatro che sia il "mio" teatro. Dalla scrittura all'esecuzione mi catapulto senza inibizioni dentro la mia esperienza, origini, ricordi, vergogne, per portare a galla materiali che divengono denuncia e autodenuncia, contro ogni incomprensione nei confronti della diversità razziale, sessuale, politica, religiosa, psicologica, fisica».
«Questo», aggiunge Cauteruccio, « il tema di "Picchì mi guardi si tu sì masculo", un monologo scritto in calabrese, in cui indago, attraverso la mia sessualità, nei conflitti di questo "corpo estremo" che instancabilmente porto in giro nelle strade di città sovraccariche di segni, disagi, conflitti, detriti. E dove mi inoltro nel paesaggio degli istinti, in cui ricostruisco gli sguardi che si impigliano, i malesseri, i piaceri, le esclusioni, le negazioni, la voluttà, descrivendo con autenticità un' esperienza vitale per un artista e il suo destino». (r. s.) Giancarlo Cauteruccio, a destra, e Voltarelli Questo articolo ha ricevuto 186 visite.
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