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| Milano. Non solo film di genere il festival quest´anno |
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| Anche musica e teatro dal 4 giugno allo Strehler. Il sostegno della Provincia, il silenzio del Comune |
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| Domenica 01 Giugno 2008 |
| di CittadinoLex |
| in Spettacoli |
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di LUCA MOSSO
Il cinema gaylesbico è uscito dal ghetto della militanza e dell´underground. Se ne sono accorti Hollywood e Venezia (Brokeback Mountain), la tv (L Word ormai alla terza stagione), gli sponsor (Citroen) e soprattutto se ne è accorto il pubblico, omo ed eterosessuale, che senza pregiudizi affolla manifestazioni di tendenza come il Festival GayLesbico di Milano. Sorprende quindi trovare solo la Provincia tra gli enti pubblici finanziatori della ventiduesima edizione della manifestazione che si terrà dal 4 al 10 giugno al Teatro Strehler.
Alle parole dell´assessore alla cultura Daniela Benelli che, apprezzando la qualità del festival, gli riconosce «la capacità di raccontare la complessità della metropoli», fa riscontro il silenzio del Comune che dallo scorso anno sembra disinteressarsi al festival. Gli organizzatori non drammatizzano e dicono di essere, a quattro giorni dall´inaugurazione, ancora «in attesa del patrocinio non oneroso del Comune».
La prima novità dell´edizione di quest´anno è il nome. "Festival Mix" indica l´apertura della rassegna alla musica (i dj di Music on the Steps) e al teatro (tra gli altri Chiove), ma la nuova etichetta affianca e non sostituisce la vecchia "cinema gaylesbico e queer culture" che rimane orgogliosamente a testimoniare una storia e un persistente ruolo politico.
Emblematica in questo senso la scelta del film d´apertura: Dream Boy di James Bolton (il 4 alle 21.30) è il racconto di una educazione sentimentale omosessuale ambientata nel profondo Sud degli Stati Uniti. La forza del paesaggio offre corrispettivi lirici alla scoperta dell´amore e del sesso del quindicenne Nathan e gli snodi della storia (segretezza, passione, rivelazione) consentono facili identificazioni agli spettatori. Ma i film "identitari" non esauriscono affatto la programmazione: Apres lui di Gaël Morel (l´8 alle 20.30) è la storia di una donna (Catherine Deneuve) che perde un figlio in un incidente stradale e finisce per maturare un´ossessione verso il compagno del ragazzo: cinema mainstream d´autore, fatto di silenzi e atmosfere rarefatte, capace in molti momenti di dare concretezza al dolore.
Sulla stessa linea Vivere di Angelina Maccarone (il 6 alle 20.30), che mette in scena un bel personaggio femminile alla ricerca di sé e della verità delle relazioni con gli altri nell´Europa del mescolamento dei popoli. Scioglimento in un´affascinante Rotterdam notturna, dove l´atmosfera è trasparente e il mare si sente.
Chi invece se ne frega delle buone maniere è Bruce LaBruce, il "terrorista" del cinema gay: Otto; or, Up with Dead People (il 6 alle 22.30) mescola i generi cinematografici con agghiacciante ironia per raccontare la morte di una generazione. I suoi zombi gay attraversano gli spazi veri di una Berlino irriconoscibile e producono cortocircuiti di senso esplosivi. L´orrore si incastra nello sghignazzo in film consigliatissimo anche se non per tutti gli stomaci.
Infine due documentari: Derek di Isaac Julien (il 9 alle 20.30), appassionante ritratto pieno di materiali inediti del regista Derek Jarman raccontato da Tilda Swinton e Improvvisamente l´inverno scorso di Gustav Hofer e Luca Ragazzi (l´8 alle 18) che, con piglio quasi da commedia sofisticata, mettono in scena se stessi alle prese con l´orribile atmosfera dell´Italia di oggi. DICO, omofobia, viltà politiche: rospi che tutti, omo ed etero, sono costretti a ingoiare tutti i giorni.
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