Al Kulturni dom è andato in scena fra gli applausi “Quel vizietto”, ovvero il musical “La cage aux folles” presentato dal gruppo Qaos di Forlì, compagnia finalista delle ultime tre edizioni della rassegna nazionale “Un castello di risate”. Renato e Albin sono due omosessuali che stanno assieme more uxorio da vent’anni e gestiscono a Saint-Tropez “La cage aux folles” (La gabbia dei matti), un night di travestiti, la cui attrazione è proprio Albin, conosciuto come Zaza.
A complicare le cose il figlio di Renato, Jean-Michel – frutto del suo “vizietto”, ossia l’essere andato a letto con una donna – annuncia di volersi sposare con Anne Dindon, la figlia del leader di un partito moralista e intransigente. Il giovane preavvisa il padre che i futuri consuoceri vogliono conoscere i suoi genitori e chiede inoltre che non ci sia Albin, decisamente troppo effeminato, anche perché il padre della ragazza, futuro deputato nelle liste della Unione per l’ordine morale, è il trionfo del perbenismo e dell’inflessibilità. Offeso e indispettito, Albin riesce comunque a intromettersi, travestendosi e spacciandosi per la madre di Jean-Michel. L’inganno, costellato da innumerevoli equivoci, è alfine scoperto, anche a causa di Jacob, l’effeminato cameriere di colore.
Eduard Dindon, incredulo e furibondo nello stesso tempo, vorrebbe fuggire, ma, braccato com’è da fotografi in cerca di scoop, è costretto ad andare via travestito da donna attraverso il night, collegato alla casa. Immancabile il lieto fine: Jean-Michel sposa Anne, mentre Renato e Albin si riconciliano. Lo spettacolo, pur con qualche lieve, ma evitabile caduta di ritmo, è decisamente esilarante, specie nel secondo atto. Molto merito dell’alto gradimento ottenuto dal pubblico va proprio ai due magnifici protagonisti. Pierpaolo Sedioli sa essere impareggiabile nei panni di Renato ed è dotato anche di grandi qualità canore. Ancora più strepitoso è però Alberto Ricci, anche regista della pièce, perfettamente a suo agio nel personaggio di Albin-Zazà, che sa essere spassoso quanto pieno di ricca umanità. Simpaticissimo anche Gabriele Landi nei panni di Jacob, il cameriere di colore gay. Questo articolo ha ricevuto 388 visite.
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