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Edizione di Domenica 27 Maggio 2012
"Altromondo" il film di Fabio Massimo Lozzi
Si è ispirato a due libri di interviste a omosessuali raccolte da Antonio Veneziani e Riccardo Reim: «Pornocuore» e «I Mignotti»
Giovedì 15 Maggio 2008
di Il Sole 24 ore
in Spettacoli

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NEL FRATTEMPOPROVOCAZIONI IN LIBERTÀ

DI FRANCESCO APOLLONI - Regista e attore

«Altromondo è un film nato per scommessa. Mi trovavo in una situazione difficile, il mio film "Stare Fuori", che avrebbe dovuto essere la mia opera prima e aveva superato la selezione per i finanziamenti statali, era bloccato da più di un anno da questioni burocratiche...

Nello stesso periodo sono entrato in contatto con l'Actor's Center di Roma, che non è solo una scuola di formazione per attori, ma un laboratorio artistico, una vera e propria fucina di talenti diversi che s'incontrano col proposito di collaborare su progetti artistici: registi, scrittori e attori...» A Parlare è Fabio Massimo Lozzi che ha realizzato il suo primo film proprio "grazie" a difficoltà professionali. Lozzi si è ispirato a due libri di interviste a omosessuali raccolte da Antonio Veneziani e Riccardo Reim: «Pornocuore» e «I Mignotti».

«C'era un tale senso di vita vissuta in quelle storie vere, alcune forti, altre toccanti, altre scabrose, oppure romantiche, alcune molto sensuali e altre quasi pornografiche. Ho cominciato a immaginare la possibilità di raccontare con immagini queste storie, in modo da poter raccontare,per accumulazione, l'incredibile molteplicità e diversità delle varie esperienze della natura omosessuale... hanno chiesto agli attori interessati al progetto di lavorare insieme su queste testimonianze, e così è iniziato un processo di collaborazione artistica che ha dato forma al progetto e vita a questi personaggi. Gli attori sono un bacino di ispirazione, dei creatori, dei compositori che possono immaginare musiche bellissime, non sono solo degli strumenti». Lozzi ha formato un cast di oltre cinquanta attori per un progetto di cui però non riusciva a immaginare la destinazione.

L'idea d'«Altromondo»è quella di un viaggio,che parte dalla completa negazione di sé fino ad arrivare alla totale accettazione della propria identità, della propria anima omosessuale: un viaggio in cui i personaggi che vediamo, rappresentano le diverse tappe di questo sviluppo. «Sapevamo fin dall'inizio che per realizzare un'opera di questo tipo,interamente incentrata sull'omosessualità anche nei suoi segni più scabrosi, dai toni forti e senza censura, non avremmo potuto contare su nessun finanziamento pubblico,nessuna sponsorizzazione,nessun tipo d'aiuto esterno. Abbiamo quindi deciso di procedere contando solo sulle nostre limitatissime forze. Vivo a Londra da quasi diciotto anni ed è lì che ho studiato cinema, nella scuola fondata da membri dei Monty Python, in cui è molto sostenuta la filosofia del "guerrilla film-making", fatto con pochissimi mezzi e molte idee. Quindi sapevo che era possibile realizzarlo anche in questo modo. Anzi, il fatto che non eravamo legati in nessun modo a qualunque tipo d'organizzazione o istituzione, ci ha dato la libertà artistica di fare esattamente come volevamo, la libertà anche di sbagliare ma di tentare quello che più c'interessava.In quest'ottica la scelta di girare in digitale si è imposta da sola. Girare in pellicola sarebbe stato troppo costoso. È stata una scelta fortunata anche dal punto di vista artistico, consentendoci una maggior agilità nelle riprese... Ero in grado di garantire una totale libertà d'azione agli attori,la possibilità di sperimentare e di trovare sul momento soluzioni alternative».

«Altromondo» ci sembra un bell'esempio di cinema indipendente, nato grazie a una vera necessità e urgenza espressiva. «Altromondo » uscirà direttamente in dvd in edicola e nelle librerie. E sarà presentato il 16 maggio alla Casa del cinema a Roma in collaborazione con Arcigay, per ricordare con un giorno d'anticipo che il 17 maggio in tutta Italia e nel mondo si parlerà della lotta all'omofobia. «Fintanto che ci saranno adolescenti che si uccidono piuttosto che affrontare le difficoltà per un gay in provincia, fintanto che ci saranno giovani omosessuali pestati a sangue, non si possono voltare le spalle a milioni di persone le cui storie non sono mai raccontate».

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