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Edizione di Domenica 27 Maggio 2012
L'Avvenire ironizza sul gay pride
L'Avvenire ironizza sul gay pride
Il solito Rosso malpelo fa dell'ironia sul gay pride e sulle coppie lesbiche
Giovedì 12 Luglio 2001
di La redazione di Gaynews
in Religione

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Lupus in Pagina

Rosso Malpelo Si sbandiera laicità, con sentinelle arcigne ai confini tra Stato e Chiese, ma poi è salto della quaglia. Aveva cominciato "Il Venerdì" di "Repubblica" (29/6) ironico e goliardico: "Conversioni. Il premier inglese, la pecorella che va verso Roma...papa Wojtyla aspetta notizie". Ci tornano su, ieri, "Repubblica" ("Conversione più vicina") e "Corsera" (Blair "si sarebbe convertito") citando come fonte un settimanale. Mesi fa Downing Street smentì, ora replica con "un secco no comment". Ma trattandosi di una cosa di coscienza non sarebbe laicità darne notizia, e senza pettegolezzi, solo nel momento in cui l'interessato la rende pubblica? No. Fa scuola Novella mille, duemila o tremila anche sulle pagine più blasonate. Pare "normale". Anche questa: sul "Messaggero" (8/7) due "assistenti sociali", Danilo e Francesca, annunciano che hanno portato due "assistiti", 13 e 15 anni, e "con gravi problemi familiari", alla sfilata bis del Gay Pride di sabato "per educarli alla diversità". Sicuri che la lezione sia quella giusta? Del resto sull'"Unità" venerdì scorso, pagina "Orizzonti", Valeria Viganò firma un'intera pagina, "Quando lei sposa lei", con annuncio magnificante: "Più che compagne, più che amiche. La straordinaria normalità dell'unione di due persone dello stesso sesso". Che sicurezza, in pagina! La prudenza va riservata ad altri: a Mantova una scuola ha chiuso la porta in faccia al vescovo per "evitare atti unilaterali": un alunno su cinque è "straniero e non cattolico" ("Libero", 10/7). Ha ragione Elias Canetti: "Non è terribile la contraddizione, ma il suo progressivo svigorirsi". La chiamano "straordinaria normalità"?

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