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Edizione di Domenica 27 Maggio 2012
Famiglia Cristiana interviene a proposito di un sito gay e cattolico
Famiglia Cristiana interviene a proposito di un sito gay e cattolico
Si tratta di www.nuovaproposta.it
Lunedì 02 Luglio 2001
di La redazione di Gaynews
in Religione

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CON UN CLIC, DAI SITI CATTOLICI ALLE PAGINE SCABROSE

Una lettrice protesta perché navigando con la figlia su Internet s'è imbattuta in una pagina imbarazzante. Siamo andati a vederla. Ecco di che si tratta.Caro padre, sono sconcertata: stamani navigavo sulla lista dei siti cattolici quando ne ho trovato uno con una nota del curatore. Ho visitato quel sito, ma ho preferito subito uscirne perché accanto a me c'era mia figlia Roberta di 10 anni e lì si parlava di lesbiche e gay, argomento che non ritenevo adatto a lei, vista la sua età.Premetto che non ho nulla di particolare contro gli omosessuali, ma sono per principio contraria ai matrimoni tra gay, al sesso sfrenato e alle intemperanze di certe manifestazioni pubbliche a cui ci stanno abituando. Sono però contraria a che un sito, destinato anche alle famiglie, censisca simili temi. Non mi sembra la sede opportuna: se il curatore vuole aprire un dibattito, lo faccia, ma in forma "protetta", in modo che bambini e adolescenti non ne vengano a contatto, sia pure involontariamente.Non mi aspettavo di vedere su una lista cattolica, destinata a raccogliere suggerimenti per la navigazione anche delle famiglie, siti che, come mi ha detto un mio amico, portano addirittura a movimenti antiecclesiali. Pertanto, voglio esprimere la mia civile ma energica protesta per quanto è accaduto, ricordando al realizzatore che i vari siti cattolici spesso sono al servizio della famiglia e dei giovani. E che questi hanno il sacrosanto diritto di essere informati, visto che, in qualche modo, contribuiscono ad alimentare i visitatori di quella lista. La mia protesta è contestuale alla rinuncia a navigare tramite la lista dei siti cattolici, che sostituirò con altri portali esistenti. E non mancherà anche la segnalazione dell' increscioso episodio agli amici che conosco e che lavorano nelle varie curie. Ribadisco, è una forma di violenza nei confronti dei giovani e dei giovanissimi. Aumentano i pericoli ai quali sono già esposti i nostri figli. Sarò retrograda? Ho solo trentasei anni.Rossella, insegnante ed educatrice

Capita spesso che dei lettori affacciandosi e cominciando a navigare su Internet se ne ritraggano spaventati. Questo immenso mondo virtuale, che si chiama Rete, permette di andare da un luogo all'altro, mette a disposizione mille strade che si incrociano con infinite possibilità. Se anche si taglia una corda o si elimina un nodo, l'insieme tiene e le comunicazioni corrono ovunque. In pochi secondi, il navigatore di Internet passa da un sito all' altro: da un ambiente di "famiglia", con pochi clic, ci si trova in una pagina volgare o scabrosa. Questo è Internet, coi suoi pregi e i suoi rischi, le sue infinite potenzialità ma anche le sue tante controindicazioni. Immaginare che possa divenire una cosa diversa è irrealistico.Per le famiglie che vogliono tutelarsi, esistono delle barriere elettroniche, programmi, siti protetti (citiamo, ad esempio, davide.it, di cui abbiamo parlato nel numero 15 di quest'anno). Ma ancora più efficaci delle barriere elettroniche sono quelle psicologiche e morali. Se i genitori navigano con i figli, si fanno raccontare e commentano insieme le "scoperte", possono trasformare il mare di Internet in una occasione educativa.Non sono pericolosi soltanto i siti con immagini spinte: quelle ci sono anche in edicola, in televisione e persino in tanta stampa che entra in famiglia. Sono altrettanto pericolosi - se non di più - tutti quei messaggi che esaltano una visione della vita contraria ai princìpi cristiani. Quelli, cioè, che esaltano l'edonismo e l'egoismo come modelli esistenziali. O peggio, che abituano alla violenza, o che danno spazio a forme ambigue di devozionismo e di magìa, al satanismo e alle sètte fondamentaliste. (Un discorso a parte meriterebbero il commercio pornografico e i siti per pedofili).Gli adulti spesso pensano che Internet sia come una grande biblioteca in cui si può trovare di tutto. Ciò è vero, ma i più giovani vanno in rete non tanto per trovare cose preesistenti, quanto per mettersi in relazione con altri, passando con facilità dalle più tradizionali e-mail alle chat, ai forum, alle liste di discussione, ai messaggi liberi ecc.Su Internet ci si può incontrare, ci si scambia nome e indirizzo (veri o falsi, non ha importanza). Ognuno può raccontare la sua vita, pubblicare foto e commentare quelle degli altri. Insomma, si comunica e si interagisce, nel bene e nel male. Così come circolano milioni di messaggi vacui, insidiosi e pericolosi, non dimentichiamo che sono in rete anche milioni di messaggi di solidarietà, raccolte di soldi e donazioni di sangue, scambi di idee, aiuti reciproci... Bisogna educare i ragazzi a capire e a usare bene la Rete: essere prudenti e fuggire i rischi. Ma anche, e soprattutto, essere coraggiosi e creare rapporti positivi.Non sta a me, e forse non compete a questa rubrica, tessere l'elogio di Internet, se lo si usa bene. Si possono conoscere, ad esempio, informazioni, luoghi, persone che nessuna enciclopedia potrebbe mai offrire: sulla Rete c'è più materiale documentario, studi, notizie... di quanto ne contengano tutte le biblioteche del mondo. C'è poi la possibilità di scegliere e scambiarsi messaggi, con una comunicazione a due sensi, che va e viene. Cosa che nessuna televisione e nessun libro finora consentiva.Internet lo si può collocare tra quelle "meravigliose invenzioni tecniche" di cui parla il Vaticano II nell'Inter mirifica, che «offrono nuove possibilità di comunicare, con massima facilità, ogni sorta di notizie, idee, insegnamenti». È, infine, una grande occasione educativa, purché i genitori sappiano stare vicini ai figli e conoscano la logica di questo strumento. E, soprattutto, purché abbiano una mentalità aperta. Non ci sono temi tabù: conta il modo di trattarli.Venendo alla nostra lettrice, che è rimasta scandalizzata visitando un "sito cattolico", bisogna fare opera di chiarificazione, ridimensionando la sua reazione, che ci è parsa eccessiva e poco razionale. Il sito che ha visitato l'ha condotta a una pagina in cui si parla dei problemi che vivono i cattolici omosessuali. Ebbene, noi siamo andati a vedere e non abbiamo trovato da scandalizzarci.Innanzitutto, quel sito offre una ordinata guida per conoscere i moltissimi siti realizzati da cattolici. Nella pagina "incriminata" (preceduta da una prudente nota che informa sul contenuto), i problemi delle persone omosessuali vengono affrontati con grande delicatezza e serietà: ci sono il pensiero della Chiesa, la riflessione teologica, l' esperienza storica e le difficoltà sociali e psicologiche delle persone coinvolte. Internet è anche questo: dar voce alle persone interessate, evitando di restare prigionieri delle informazioni e dei giudizi diffusi dai monopolisti della comunicazione.Solo dopo aver conosciuto la realtà ciascuno potrà formarsi un'opinione fondata e obiettiva, senza scandalismi e, tanto meno, inutili ricorsi alle autorità. Non è il caso della lettrice, ma in giro c'è tanta ipocrisia: quelli che strillano per le porcherie su Internet, sono i primi ad andare a vederle. Non posso immaginare che parlano solo per sentito dire!d.a.

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