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Edizione di Domenica 27 Maggio 2012
Fronte etico, la Chiesa ha un decalogo per la nuova maggioranza
Fronte etico, la Chiesa ha un decalogo per la nuova maggioranza
Le dieci principali attese: dall’aborto alle biotecnologie, dal Sud alla famiglia fino al finanziamento alle scuole private
Giovedì 17 Maggio 2001
di Corriere della Sera
in Religione

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ROMA - Sono una decina le «attese» della Chiesa nei confronti della nuova maggioranza: quattro etico-ideali (aborto, biotecnologie, insegnamento della religione, mass media), quattro sociali (lavoro, Mezzogiorno, povertà, immigrati), due miste e sono le più importanti, o corpose: famiglia e scuola. Parlando con i vescovi che sono a Roma per l’assemblea annuale, risulta una buona aspettativa per le questioni etico-ideali, per le quali si prevede che «andrà comunque meglio che con il centrosinistra», ma con l’eccezione dei mass media, dove si teme il peggio. C’è invece pessimismo per le questioni sociali e in particolare per il Mezzogiorno. Quanto alle questioni miste, che hanno cioè un aspetto etico e uno sociale, anche l’attesa è mista. Si crede alla buona intenzione dei futuri governanti, ma si teme che - per mancanza di fondi - sia il finanziamento alle scuole «libere» che il deciso sostegno alle famiglie siano destinati a una lunga anticamera. FAMIGLIA - «Porre come soggetto del prelievo fiscale il nucleo familiare più che le singole persone» è stata la richiesta formulata dal cardinale Ruini ad apertura dell’assemblea dei vescovi, lunedì scorso. I vescovi aspettano poi interventi sui servizi alle famiglie e sugli orari di lavoro delle mamme, in modo da contrastare efficacemente la «gravissima denatalità». Confidano in una migliore tutela da concessioni alle famiglie di fatto e alle coppie omosessuali.

SCUOLA - «Riproponiamo la richiesta di un’effettiva parità», ha detto Ruini. Cioè la parità anche economica, comunque realizzata, con il «bonus» o in altro modo. Aspettano dei passi avanti, ma sanno che non saranno molto più veloci rispetto a quelli compiuti dal centrosinistra.

ABORTO - Sulla revisione «migliorativa» (cioè restrittiva) della 194 gli uomini di Chiesa non si fanno illusioni, come ha chiarito martedì il segretario della Cei Betori, dicendo che «spetta ai politici valutarne la realizzabilità»: sanno che neanche il centrodestra riuscirà a farla. Ma si aspettano che venga posta mano alla prevenzione dell’aborto, prevista dal primo articolo di quella legge.

BIOTECNOLOGIE - La legge sulla fecondazione assistita, restata incagliata tra votazioni contraddittorie, dovrà essere rilanciata e sperano che sia approvata presto e faccia argine a derive «pericolose». «Su molte questioni rilevanti - ha detto ieri il vicepresidente della Cei Renato Corti - si tende a strappare, anche in termini legislativi, le radici evangeliche».

LAVORO - Il cardinale Ruini sollecita «risposte non effimere al problema della disoccupazione» e «termini nuovi» in cui affrontare il problema del Mezzogiorno , quello dei poveri («La Chiesa è chiamata a sbilanciarsi verso chi ha più bisogno», ha detto Corti) e dei più poveri che sono gli immigrati: i «pubblici poteri» devono sostenere l’opera del volontariato. «Uno sviluppo che non tenesse conto dei più deboli ma solo dei più forti - dice il cardinale Tonini - creerebbe disfunzioni enormi».

INSEGNANTI DI RELIGIONE - Ruini dice che «attendono dallo Stato il pieno riconoscimento della loro professionalità». Cioè uno statuto che li tolga dal triste precariato in cui continuano a trovarsi. Il cardinale lamenta «immagini e modelli di vita negativi e corruttori del senso morale, proposti con disinvolta e anche ostentata insistenza dalla televisione e dagli altri mezzi di comunicazione». Ma nessuno immagina che con la privatizzazione di due reti televisive la situazione possa migliorare. Luigi Accattoli

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