HOME CHI SIAMO SEGNALA WEBMASTER
 

Edizione di Domenica 27 Maggio 2012
Usa, il vescovo di Chicago nella bufera: 'I gay? Come il Ku Klux Klan'
Usa, il vescovo di Chicago nella bufera: 'I gay? Come il Ku Klux Klan'
Il vescovo della città, parlando di Gay Pride, ha detto che “alcune manifestazioni dei gay non dovrebbero debordare in modo da farle somigliare all’intolleranza del Ku Klux Klan” (video)
Mercoledì 28 Dicembre 2011
di Giornalettismo
in Religione

Stampa
Segnala ad un tuo amico
Scrivi alla redazione
Fai Notizia



Commentando l’eventualità (che per un sacerdote era diventata piuttosto una preoccupazione) che il prossimo Gay Pride di Chicago, in programma per il prossimo anno dopo che l’edizione 2011 ha sperimentato una partecipazione talmente debordante da far modificare il tragitto della parata, passasse davanti alla chiesa disturbandone le celebrazioni, il vescovo della città ha detto che “alcune manifestazioni dei gay non dovrebbero debordare in modo da farle somigliare all’intolleranza del Ku Klux Klan”: parola di Francis George, a capo dell’arcidiocesi della Sky Town.

GAY? KKK! – Il nuovo tragitto della parata di Giugno sarebbe passato davanti alla Nostra Signora del Carmelo di Chicago, proprio alle 10 del mattino, ora in cui le famiglie si recano a messa. Il locale sacerdote si è però lamentato e il comune di Chicago ha chiesto agli organizzatori di evitare di passare davanti alla chiesa per mettersi al riparo da qualsiasi pericolo: il vescovo, non contento, ci ha messo il carico. “Sono con il sacerdote. Ci dice che non terrà messa la domenica, nel caso. Non è il caso che il movimento di liberazione dei gay si trasformi in qualcosa di simile al KKK, che protesta nelle strade contro il cattolicesimo”. Il presentatore ha tentato di arginare le opinioni del prelato: “Non è un po’ forte?” Il vescovo, allora, ha debordato e confermato: “La retorica del KKK e di alcuni esponenti del movimento gay riguardo la Chiesa Cattolica è particolarmente simile. Chi è il nemico? Chi è il nemico? La Chiesa Cattolica”. Ovviamente, si è scatenato il putiferio contro il reverendo George.

MARCIA INDIETRO – “Questo parallelo oltraggioso fra la comunità gay e il Ku Klux Klan è stato così degradante e doloroso che le scuse non saranno sufficienti. L’unica via per padre George è quella delle dimissioni. Se ha ancora un brandello di dignità”, continua una delle petizioni già messe online, “se ne andrà immediatamente”. Ancora: “Siamo andati molto oltre la linea della più normale decenza, qualcosa che d’altronde George non vedrebbe nemmeno con un paio di binocoli”. Il comitato organizzatore ha in ogni caso dato ascolto alle richieste della municipalità ritardando la partenza, ma è naturale pensare che dopo quanto accaduto il corteo non filerà liscio come si prevedeva. Intanto padre George si è affrettato, tentando di arginare l’ondata di piena che lo stava sommergendo. “Ovviamente”, ha ripetuto all’Abc, “è assurdo dire che la comunità gay e lesbica sia il KKK. Ma se si organizza una parata che sembra una delle parate tali e quali a quelle che siamo stati abituati a conoscere nel nostro passato; e che ci impediscono di venerare Dio, ecco fatto il parallelo. Ma non è un parallelo fra persone, semmai fra parate”. In ogni caso il vescovo ha quasi 75 anni e quindi il mese prossimo, come da costume consolidato, invierà a Roma le sue dimissioni, sperando in una prorogatio da parte del Vaticano.(di Tommaso Caldarelli)

Questo articolo ha ricevuto 3042 visite.



Articoli correlati...

3 italiani su 4 ritengono che sul luogo di lavoro essere omosessuali è uno svantaggio Primo piano
Sabato 26 Maggio 2012
3 italiani su 4 ritengono che sul luogo di lavoro essere omosessuali è uno svantaggio
È ciò che pensa il 75% delle persone intervistate dal sociologo Raffaele Lelleri e dal docente dell'Università di Bologna Luca Pierantoni, in uno studio voluto dal Pride nazionale
di Lettera43
Uganda, Nantale rischia la morte perché omosessuale. Ora è reclusa in Svezia Mondo
Giovedì 24 Maggio 2012
Uganda, Nantale rischia la morte perché omosessuale. Ora è reclusa in Svezia
Attualmente la donna, fuggita sei anni fa dal suo paese, si trova reclusa in Svezia e ora rischia di essere rimandata nel suo paese, dove i gay rischiano 14 anni di carcere
di Repubblica.it
Serbia: Gay Pride a Belgrado il 6 ottobre. Nel 2010 scontri polizia-omofobi Mondo
Mercoledì 23 Maggio 2012
Serbia: Gay Pride a Belgrado il 6 ottobre. Nel 2010 scontri polizia-omofobi
Lo slogan del prossimo Gay Pride - ha detto ai giornalisti Boban Stojanovic, membro dell'organizzazione - sara' 'Amore, fede, speranza'
di Ansa
Leader attivista ucraino bersaglio della violenza di gruppo neonazista Mondo
Martedì 22 Maggio 2012
Leader attivista ucraino bersaglio della violenza di gruppo neonazista
Il leader del Gay Forum di Ucraina, Sviatoslav Sheremet, è stato aggredito da un gruppo di militanti di estrema destra, tra cui alcuni neonazisti
di Ansa



RUBRICHE RISORSE

APPUNTAMENTI