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Edizione di Domenica 27 Maggio 2012
Preti gay, spunta la lista nera dei ricattabili. Dal Molise si allarga l'inchiesta
Preti gay, spunta la lista nera dei ricattabili. Dal Molise si allarga l'inchiesta
L’archivio dei ricatti era l’arma con cui mettere sotto scacco il clero di mezza Italia. Nomi, cognomi, indirizzi, numeri di telefono, stampe dei messaggi inviati e ricevuti su Facebook
Domenica 07 Agosto 2011
di La redazione di Gaynews
in Religione

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L’archivio dei ricatti era l’arma con cui mettere sotto scacco il clero di mezza Italia. Nomi, cognomi, indirizzi, numeri di telefono, stampe dei messaggi inviati e ricevuti su Facebook: le presunte prove dell’estorsione aggravata e continuata ai danni dei sacerdoti omosessuali adescati via web. Contenute nel personal computer e nella documentazione sequestrati dai carabinieri a Giuseppe Trementino, bagnolese di 30 anni, e Diego Caggiano, 35enne originario di Torraca, in provincia di Salerno, ma trasferitosi da anni a Tornimparte, nell’Aquilano. Molti dei parroci citati nelle carte dell’inchiesta non sono ancora stati identificati. Ma i numeri parlano chiaro: oltre i tre casi accertati e gli altri dieci prelati “avvicinati” dalla coppia di presunti estorsori (uno dei quali non ancora individuato), erano almeno altri diciotto i possibili obiettivi ai quali gli inquirenti sono riusciti a risalire. Si allargano così le maglie dell’inchiesta: accanto alle presunte vittime, che esercitano il ministero in Molise, Emilia Romagna, Lazio e Sicilia, vi sono anche quelle “potenziali”. Persone che dovranno essere ascoltate dalla procura isernina, competente sul caso, per capire si i contatti intrattenuti con i due arrestati siano sfociati o meno in altri tentativi di ricatto. Ma la black list al completo potrebbe essere molto più ampia. Lo si evince da una testimonianza raccolta tra il febbraio e il marzo scorsi dal dottor Francesco Greco, pubblico ministero di Lagonegro (Potenza), dove era stato aperto il fascicolo iniziale a causa di una telefonata estorsiva ricevuta da un prete a Maratea, in Basilicata. Al sostituto procuratore lucano la vittima racconta di essere stata informata da un amico della pericolosità di Trementino, noto negli ambienti ecclesiastici per le estorsioni tentate insieme a Caggiano proprio a danno di sacerdoti. E conosciuto, soprattutto, per avere «amicizie già concesse» su Facebook a oltre 100 parroci. Molte delle quali, subito dopo l’escussione del teste, vennero rimosse dall’indagato stesso, con ogni probabilità accortosi che il suo nome stava circolando come infido “seduttore” di tonache dalle tendenze omosessuali. Intanto, ad affiancare l’avvocato Alessandra Rossi nella difesa Trementino sarà anche il noto ed esperto legale isernino Franco Mastronardi. Il quale, nella giornata di lunedì, si recherà in carcere ad Avezzano per conferire con il suo cliente e concordare la strategia difensiva. (Il Nuovo Molise)

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