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Edizione di Domenica 27 Maggio 2012
Leader di una setta religiosa uccide bimbo di 4 anni perché sospettava fosse gay
Leader di una setta religiosa uccide bimbo di 4 anni perché sospettava fosse gay
Il brutale ed insensato omicidio è accaduto in North Carolina poco meno di un anno fa, ed è stato scoperto dalla polizia grazie alle indagini su un’altra morte più recente
Mercoledì 13 Luglio 2011
di Giornalettismo
in Religione

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Un bambino di quattro anni è stato ucciso da un leader di una setta religiosa perché c’era il sospetto che fosse gay. Il brutale ed insensato omicidio è accaduto in North Carolina poco meno di un anno fa, ed è stato scoperto dalla polizia grazie alle indagini su un’altra morte più recente verificatasi all’interno del culto millenarista. La piccola setta, I Giudei Neri, era guidata da un afro-americano di 27 anni, Lucas Moses, che era chiamato Mosè dalle sue numerose concubine.

Il piccolo Jaden Higganbothan viveva insieme a sua mamma all’interno di una casa trasformata in tempio della setta religiosa dei Giudei Neri. All’interno dell’abitazione di Durham, North Carolina, la vita ruotava intorno a Lucas Moses, il leader del culto, che era venerato come una semi divinità dalle sue numerose mogli. Tra i precetti della setta c’era il disprezzo verso l’omosessualità e il divieto dei contraccettivi. I bambini del leader religioso erano molti, ma il piccolo Jaden era stato concepito da un altro uomo. Una grave colpa, incrementata agli occhi di Lucas Moses da alcuni comportamenti del bambino. Per due volte il piccolo Jaden avrebbe toccato sul sedere i suoi fratellastri mentre giocavano tra di loro. Questo atteggiamento è stato giudicato come rivelatore di una tendenza all’omosessualità. Da qui è nata la decisione di Lucas Moses di uccidere con un colpo alla testa il piccolo Jaden. Durante l’omicidio il leader della setta religiosa ha fatto suonare per tutta la casa il padre nostro cantato in ebraico antico, una musica che ha accompagnato il piccolo Jaden verso la morte. Dopo aver ucciso il piccolo il suo corpo è stato messo in una sacca dell’immondizia, e tenuto all’interno della stanza del leader Lucas Moses, fino a che la decomposizione non è arrivata ad un punto molto avanzato. All’omicidio avrebbe partecipato anche la stessa madre del piccolo Jaden, che era stata invitata in precedenza ad allontanare il proprio figlio dalla casa chiesa.

Lucas Moses è stato arrestato anche per un altro omicidio, questa volta di una donna che conviveva con lui da alcuni anni. La giovane ragazza avrebbe manifestato l’intenzione di abbandonare la setta, ed ha pagato con la vita il suo desiderio di normalità. Il culto religioso guidato da Lucas Moses faceva parte dei Giudei Ebrei, una particolare forma di ebraismo. I Black Hebrews, il cui vero nome è The Original African Hebrew Israelite Nation of Jerusalem, sono vegani, vietano l’omosessualità, riconoscono alle donne solo compiti di custodia della casa e dei figli, e si ritengono i veri discendenti delle dieci tribù disperse di Israele. Lucas Moses aveva creato una cellula deviata di questo culto, ed ora dovrà rispondere di due omicidi. Gli inquirenti pensano di chiedere per lui la pena di morte, mentre anche tre delle sue compagne sono accusate di favoreggiamento negli assassini compiuti dal loro marito. (di Dario Ferri)

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