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| Sidney. Un omofobo nominato vescovo della città |
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| L' ultraconservatore, nemico ostinato dei gay, George Pell e' stato in questi giorni nominato Arcivescovo di Sidney |
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| Martedì 24 Aprile 2001 |
| di La redazione di Gaynews |
| in Religione |
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Critica liberale (23-4-2001)
L' ultraconservatore, nemico ostinato dei gay, George Pell e' stato in questi giorni nominato Arcivescovo di Sidney; un'ulteriore conferma della politica tradizionalista e di chiusura a riccio operata della Chiesa cattolica.
Sidney. Per comprendere la nomina del conservatore George Pell, acerrimo nemico del movimentismo gay, nella citta' simbolo delle lotte omosessuali nel mondo insieme a San Francisco, e' necessario tornare indietro ad un incontro tra alcuni delegati vaticani e i più anziani membri della gerarchia australiana svoltosi nel novembre del 1998.
Questi era stato promosso dal Vaticano a seguito delle pressanti lamentele dei cattolici conservatori locali circa il fatto che la Chiesa sembrava uscire fuori dall'ortodossia. Nella Relazione conclusiva che ne è scaturita, si affermava che c'era una «crisi di fede» in Australia e si proponeva un programma per correggerla.
Circa l'atteggiamento nei riguardi dei gay basta sapere che l'Arcivescovo si serve di un corpo di sicurezza per impedire agli stessi di ricevere la comunione. »Il mio primo interesse è difendere e proteggere il matrimonio e la famiglia. - così si è giustificato durante una predica domenicale nella cattedrale di S.Mary - Tutti gli altri insegnamenti cristiani sulla sessualità conseguono da questo principale interesse.»
Una delle sue prime iniziative in effetti è stata quella di introdurre un regime restrittivo (più claustrale) per gli aspiranti preti nel seminario locale.
In tema di educazione ed istruzione ha nominato Monsignor Peter Elliot, un noto tradizionalista, per vigilare sull'educazione religiosa nelle scuole cattoliche di Melbourne ed ha scritto per esse un libro col dichiarato fine d'insegnare la morale «ortodossa». «Ai genitori cattolici deve essere infuso un vero senso della contrizione - così ha affermato Pell - per i loro peccati e per quelli dei figli che frequentano le nostre scuole; in esse devono trovare un ambiente permeato completamente da un pensare e un vivere secondo il modello cattolico».
Richiedendo poi al Vaticano di riaffermare la sua tradizionale dura opposizione all'ordinazione femminile, egli ha sottolineato come una ipotesi in senso contrario cozzerebbe contro 2000 anni di insegnamento cristiano e inoltre ha sottolineato come la Chiesa cattolica abbia offerto da sempre alle donne molte opportunità di affermazione, più che in ogni altra istituzione del mondo.
E' dunque comprensibile che questa condotta ultra-conservatrice sollevi da una parte i timori degli anglicani preoccupati di essere «schiacciati» dai cattolici, dall'altra quelli dei liberali che evocano, a ragione, i tempi medievali e il pericolo sociale del formarsi di un «ghetto culturale cattolico».
Che proprio Sidney, nota a livello mondiale anche per l' attivismo omosessuale, sia sempre stata un punto nodale per la diffusione in Australia del cattolicesimo più «ortodosso» è cosa nota; non è la diocesi più estesa del Paese, ma di sicuro la più importante. E' per di più la sede centrale di alcuni gruppi conservatori cattolici, incluso il Catholic Advocacy Centre.
Tuttavia nel 1999 l'allora Cardinale titolare Edward Clancy , seguendo una linea di condotta più aperta, ha preso la coraggiosa decisione di permettere alle Sorelle della Carità di attuare un primo esperimento consistente nell'aprire ai tossicodipendenti degli ambienti dove poter iniettarsi l'eroina nel rispetto della legislazione statale. Questa politica è stata giudicata dal Vaticano troppo «liberale» poiché ha fatto confondere le «profonde linee di differenziazione tra cattolici e laici».
Dopo aver soffiato sui «colli (fatali?) di Roma», il vento della Restaurazione Vaticana è giunto adesso persino in Australia.
Insomma: Restaurazione <>.
C'è forse da preoccuparsi per il destino della laicità .
Critica liberale (23-4-2001)
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