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| I vescovi austriaci “Liberta' sul celibato” |
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| «Il Vaticano dovrebbe aprire un confronto sul celibato dei preti e l’ordinazione di uomini sposati» |
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| Lunedì 17 Maggio 2010 |
| di La Stampa |
| in Religione |
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«Il Vaticano dovrebbe aprire un confronto sul celibato dei preti e l’ordinazione di uomini sposati». Dal «summit» dei vescovi austriaci, riuniti a Mariazell, arriva in Curia un forte appello. «Dobbiamo dire a Roma che noi abbiamo questo problema», spiega il vescovo della Carinzia, Alois Schwarz, sottolineando che questo dibattito non dovrebbe essere ignorato ma «affrontato». Senza citare mai espressamente lo scandalo-pedofilia, l’episcopato austriaco ha auspicato «grandi riforme» in seno alla Chiesa. Mercoledì il vescovo Burgenland, Paul Iby si era detto favorevole all’abolizione del celibato dei sacerdoti, anche per far fronte al calo delle vocazioni: «I preti dovrebbero essere liberi di scegliere se sposarsi o meno. La Santa Sede è troppo timida su questioni del genere». La richiesta, però, arriva a Roma «indebolita» dalla grave crisi di un’ ex nazione cattolicissima.In Austria è ancora incandescente la polemica per gli abusi nel seminario di Sankt Pölten, dove sono venuti alla luce party tra seminaristi a sfondo omosex, incluse parodie naziste, celebrazioni di finti matrimoni gay, atti sessuali di sacerdoti con minorenni e 40 mila foto e filmati pedopornografici trovati nei computer dell’istituto religioso. La Chiesa austriaca è un’istituzione duramente provata da una serie di abusi liturgici (come il «Corpus Domini» infilzato e issato in processione) e irregolarità disciplinari. Più volte il Papa ha richiamato all’ordine i vescovi indicando «l’urgenza dell’approfondimento della fede e della fedeltà integrale al Concilio».
Un declino dal declino tra calo di vocazioni e di fedeli, forte polarizzazione interna conservatori-progressisti, crescente sentimento antiromano. E una raffica di scandali nelle diocesi: dai parroci concubini ai mancati provvedimenti contro la fronda dei sacerdoti che hanno rivendicato la convivenza con una compagna. A riportare la questione all’ordine del giorno è stato il capo della Chiesa autriaca e leader dell’associazionie degli ex allievi di Ratzinger.
Secondo l’arcivescovo di Vienna Christoph Schoenborn, infatti, il celibato dei preti, «peculiarità della Chiesa cattolica», spiega in parte i casi di pedofilia commessi dai sacerdoti. Il cardinale chiama in causa «sia l’educazione dei preti sia le conseguenze della rivoluzione sessuale del ’68, sia il celibato nello sviluppo personale», invitando a «un cambiamento di visione». Schonborn ha da tempo presentato in Curia un appello di autorevoli cattolici austriaci per l’abolizione dell’obbligo del celibato, il ritorno in attività dei preti sposati, l’apertura del diaconato anche alle donne e l’ordinazione dei cosiddetti «viri probati». Il «memorandum», accompagnato da una nota di Schoenborn, è stato consegnato al ministro vaticano del Clero Hummes, con la preghiera di «leggerlo attentamente» affinché «qualcuno a Roma sappia cosa pensa una parte dei nostri laici dei problemi della Chiesa». Ai promotori della petizione, Schonborn aveva promesso di illustrare in Vaticano le loro motivazioni «pur non condividendole tutte», insieme con le relazioni sulle conseguenze che la carenza di preti sta provocando in 46 diverse parrocchie, soprattutto nelle zone rurali. Questo articolo ha ricevuto 838 visite.
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