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| “Mai la comunione ad un gay” |
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| Durissima intervista dell’ex vescovo di Grosseto, mons. Giacomo Babini, ad un sito religioso. |
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| Giovedì 28 Gennaio 2010 |
| di La redazione di Gaynews |
| in Religione |
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da: Corriere della Maremma
Una vera e propria bufera, scoppiata in modo fragoroso all’indomani della vittoria di Nichi Vendola nelle primarie Pd in Puglia. A far deflagrare la polemica, le dichiarazioni rilasciate al portale religioso www.pontifex.roma.it, dal vescovo emerito di Grosseto, monsignor Giacomo Babini, che ha guidato la diocesi grossetana dal 1996 al 2001 e che oggi vive a Sansepolcro. Cosa ha detto il presule? Senza troppi giri di parole, il sacerdote ha dichiarato che “come vescovo che non cede alle lusinghe
della modernità, dico che la pratica conclamata della omosessualità è un peccato gravissimo, costituisce uno scandalo e bisogna negare la comunione a tutti coloro che la professino, senza alcuna remora, proprio in quanto pastori di anime”. “Io - ha poi aggiunto riferendosi al governatore della Puglia, omosessuale dichiarato, ma pure cattolico - non darei mai la comunione ad uno come Vendola”. Alla domanda su cosa pensi della pratica omosessuale, Babini ha risposto: “Mi fa ribrezzo parlare di queste cose e trovo la pratica omosessuale aberrante, come la legge sulla omofobia (in discussione in Parlamento, ndr), che di fatto incoraggia questo vizio contro natura”. “I vescovi e i pastori - ha poi ammonito - devono parlare chiaro, guai al padre che non corregge suo figlio. Penso che dare le case agli omosessuali, come avvenuto a Venezia, sia uno scandalo, e colui che apertamente rivendica questa sua condizione dà un cattivo esempio e scandalizza”. Sullo stesso portale internet è riportata una precedente intervista a monisignor Babini, datata 11 gennaio 2010. In questo caso il colloquio prende le mosse dalla strage di cristiani copti, in Egitto, al termine della messa di Natale. Già in quella circostanza fu chiesto al presule cosa pensasse dell’omosessualità. “La Chiesa - rispose - chiede delicatezza e misericordia e sono in sintonia. Ma rimango della idea, tolte rare eccezioni, che sia figlia del vizio e della depravazione”. Nell’intervista di lunedì scorso, Babini è tornato sull’argomento. “Chi ha la tendenza ha diritto alla misericordia - ha detto - e a non essere discriminato, ma colui il quale addirittura ne fa vanto, si mette fuori della comunione della Chiesa e non merita questo sacramento (l’eucarestia, ndr). Fanno in tempo a pentirsi da questo orribile difetto. Lo ribadisco: all’omosessuale praticante e conclamato non va amministrata mai la comunione, quando si presenta davanti, il ministro abbia il coraggio di tirare avanti”. Il vescovo, nel colloquio con il sito pontifex.roma.it si sofferma anche sulla recente visita di Benedetto XVI alla sinagoga di Roma e sui rapporti con l’Islam. “L’Osservatore Romano l’ha lodata - commenta riferendosi all’incontro del Papa con la comunità ebraica di Roma - e penso che il Papa abbia fatto bene a visitarla. Ma con la stessa franchezza è arrivato il momento di affermare che gli ebrei non sono più i nostri fratelli maggiori (espressione, questa, utilizzata da Giovanni Paolo II quando, nel 1986, compì la storica visita alla sinagoga della Capitale, ndr)”. “Meglio, lo sono stati sino all’arrivo di Cristo - precisa il presule - poi lo hanno abbandonato e non conosciuto. Loro sono contro la storia e dal Nuovo Testamento in poi hanno scelto di non essere nostri fratelli. Sull’albero dell'ulivo è stato fatto un inserto diverso. La Chiesa è nata da Cristo e non dagli ebrei”. Rispetto all’Islam, invece, le considerazioni di Babini muovono dalla strage contro i cristiani in Nigeria. Secondo il vescovo emerito di Grosseto quel fatto è “la conferma che l’Islam è una religione violenta ed anticristiana e che distinguere tra Islam moderato e estremo non ha senso. L’Islam è unico e il brodo di coltura sono proprio i Paesi moderati. Nazioni slamiche ricche ad Haiti non hanno mandato neppure un soldo. Bisogna svegliarsi dal letargo e difendersi dall’Islam, prima di essere colonizzati”. E nel precedente colloquio dell’11 gennaio Babini aveva ammonito anche sulle moschee: ”Quando in Toscana volevano aprire una moschea con la giusta ribellione della Fallaci, io scrissi una lettera ai vescovi toscani, non mi rispose nessuno, eccezion fatta per quello di Siena”. Parole che su internet hanno scatenato una ridda di reazioni rabbiose contro il vescovo emerito rimasto coinvolto in una polemica che probabilmente non si aspettava di aver suscitato
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“Accecato dall’omofobia”.
La reazione del mondo omosex: “Questi atteggiamenti istigano all’odio e alla violenza”. Dura risposta dell’Arcigay: “Espressione di una chiesa malata”.
GROSSETO27.01.2010indietro
Enrico Oliari Esponente di Gaylib: “Posizione sconcertante”
Durissima la reazione del comitato provinciale Arcigay “Leonardo da Vinci“ di Grosseto rispetto alle dichiarazioni di monsignor Babini apparse sul sito pontifex.roma.it. “Siamo davvero dispiaciuti - scrivono in un comunicato - che simili esternazioni provengano dal vescovo emerito di una città come Grosseto, che si è sempre contraddistinta per la sua civiltà ed ha spesso manifestato vicinanza e interesse nei confronti delle tematiche del mondo che ora Babini attacca, grazie anche all’opera di sensibilizzazione compiuta da Arcigay Grosseto e da Agedo Toscana in questi anni. Consapevoli che le posizioni di monsignor Babini sono purtroppo molto simili a quelle di buona parte della gerarchia cattolica - si legge ancora - siamo tuttavia convinti che esse non siano l’espressione della vera Chiesa, bensì di una Chiesa malata di odio, accecata dal tarlo dell’omo-transfobia ed arroccata nella strenua lotta contro l’autodeterminazione dell’individuo“. Il comunicato continua con tono deciso: “La Chiesa dovrebbe basare il proprio operato sull’amore, l’accoglienza, il rispetto e l’inclusione: trattando gli individui Lgbt da peccatori che devono essere allontanati, essa nega la sua stessa essenza, la sua vocazione e la sua identità. Ma le parole di Babini vanno molto oltre gli aspetti meramente religiosi e spirituali: assieme a discorsi intrisi di termini medioevali e da inquisizione quali pratica omosessuale, vizio contro natura, orribile difetto, viene addirittura fatto riferimento al termine omosessualità conclamata, chiara indicazione che per la Chiesa i termini gay, lesbica, bisex e transgender sono ancora indissolubilmente legati al concetto di malattia”. “Ma l’unica vera malattia che deve essere assolutamente guarita - secondo il circolo Leonardo da Vinci - è proprio quella che affligge la Chiesa stessa: l’omofobia. Riteniamo inoltre fuori luogo i riferimenti relativi alla realtà politica italiana (la vicenda di Nichi Vendola in primis): essi non sono altro che dei tentativi malcelati di utilizzare la dottrina della Chiesa per compiere l’ennesima ingerenza delle gerarchie ecclesiastiche nella vita politica del nostro Paese“. Infine l’augurio: “Auspichiamo che Babini ed altri ’illuminati’ esponenti della Chiesa cattolica possano al più presto rendersi conto che con le loro esternazioni intrise di disprezzo non contribuiscono a diffondere parole di amore, pace e speranza, bensì alimentano la sofferenza di tante persone che, a causa del proprio orientamento sessuale, sono quotidianamente oggetto di pesanti discriminazioni se non addirittura di violenze“. Anche Enrico Oliari, di Gaylib si è detto “profondamente sconcertato” dalle dichiarazioni del presule Questo articolo ha ricevuto 419 visite.
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