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Dalla Gazzetta di Modena
Non è un attacco agli omosessuali che, anzi, come tutti i battezzati, vanno valorizzati. E' quanto chiarisce il vescovo, monsignor Elio Tinti, riguardo alle parole pronunciate sull'argomento nei giorni scorsi che hanno riacceso il dibattito sull'omosessualità. «Le mie parole non dovevano essere intese - precisa lo stesso vescovo - come aggressione verbale o risultare offensive nei confronti della dignità di persone gay e lesbiche che hanno una vocazione e un ruolo, come tutti i battezzati e come cittadini, dentro la comunità crtistiana e nella comunità civile, e che pertanto vanno valorizzate e pienamente accolte». A rendere possibile il chiarimento è stato il confronto svoltosi tra il vescovo e il professor Giovanni Felice Mapelli, dirigente del Centro Studi Teologici di Milano. Nell'occasione monsignor Tinti ha, quindi, puntualizzato come non volesse offendere le persone omosessuali, né invitare a proibire la trattazione del tema dell'omosessualità nelle scuole: le sue parole, ha chiarito, erano rivolte a trattare l'argomento all'interno di una visione globale della sessualità. Tra gli esiti dell'incontro figura anche l'anticipazione da parte di Giovanni Felice Mapelli del ritiro dell'esposto depositato nei giorni scorsi dal Centro Studi presso la Procura della Repubblica di Milano. Non soltanto, a conclusione del confronto il vescovo è stato omaggiato di una serie di libri sull'argomento, una vera biblioteca monotematica. Ha ricevuto anche «Figli Diversi» scritto da Paola Dall'Orto (con il figlio), presidente nazionale dell'Agedo - l'associazione di genitori omosessuali) - che si è unita a questo momento di chiarimento e riconciliazione. Un'altra pubblicazione che finirà tra gli scaffali del vescovado carpigiano è «Alle porte di Sion-voci di omosessuali credenti»: si tratta di un testo preparato dal Coordinamento dei Gruppi di Cristiani omosessuali. Il confronto dei giorni scorsi ha investito e lasciato traccia anche sull'augurio pasquale: che la Pasqua ormai imminente ci unisca tutti insieme, ha infatti concluso il vescovo di Carpi.
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