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| Austria, il Papa accoglie le proteste "No al vescovo ultraconservatore" |
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| Wagner era stato nominato a Linz. Ieri la "dispensa papale" dopo la rivolta del mondo cattolico |
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| Martedì 03 Marzo 2009 |
| di la Repubblica |
| in Religione |
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Quando New Orleans fu sommersa disse "È una punizione divina"
Nel mirino del parroco anche la saga di Harry Potter: "Questo è satanismo"
di ORAZIO LA ROCCA
CITTÀ DEL VATICANO - Il parroco ultraconservatore austriaco Gerhard Maria Wagner non sarà vescovo ausiliare di Linz. Papa Ratzinger ieri ne ha accetto le dimissioni presentate due settimane fa sull´onda delle dure proteste con cui in Austria vescovi e semplici fedeli avevano accolto l´annuncio della sua nomina pubblicata dal Vaticano il 31 gennaio scorso. La notizia è stata diffusa dal Bollettino Ufficiale pontificio in una breve nota, una riga e mezza, dove vi si legge solo che «il Santo Padre ha dispensato monsignor Gerhard Wagner dall´accettare l´ufficio di vescovo ausiliare di Linz, in Austria». Pochissime parole con cui Benedetto XVI spera di sedare la tempesta esplosa tra i cattolici austriaci contrari alla nomina vescovile di una figura controversa come Wagner.
Cinquantaquattro anni, parroco della chiesa di Windschgarsten, il mancato vescovo negli ultimi tempi era stato più volte al centro di severe critiche per i suoi interventi pubblici in materia di morale sessuale e aborto. Ad esempio, nel 2005 quando New Orleans fu sommersa dall´uragano Katrina sostenne che si era trattato di una sorta di punizione divina perché erano stati distrutti «non solo i night club e i bordelli, ma anche le 5 cliniche cittadine dove si pratica l´aborto». Sull´omosessualità è solito sostenere e predicare dal pulpito che è «una malattia che va guarita». Nel mirino di Wagner anche la saga di Harry Potter, accusata di avere «elementi di occultismo e satanismo», libri quindi «meritevoli» solo di essere mandati al rogo. Non meno tenere anche le sue tesi teologiche: «L´accertamento della verità di fede - ha più volte sostenuto Wagner - non può essere fatta dal basso», ma va «perseguita» in obbedienza alle gerarchie, irritando quindi i movimenti cattolici liberal, i laici e le organizzazioni per i diritti delle donne nella Chiesa austriaca.
Tra i primi a schierarsi contro la nomina, i vescovi della Conferenza episcopale austriaca convocati in assemblea dal presidente, il cardinale di Vienna Christoph Schoenborn, il 16 febbraio scorso proprio per analizzare il caso-Wagner. Lo stesso Schoenborn e il vescovo titolare di Linz, Ludwig Schwarz (che non ha mai nascosto di essere apertamente contrario alla nomina) nei giorni scorsi sono stati in Vaticano, per parlare col Papa e col prefetto della Congregazione dei vescovi, il cardinale Giovanni Battista Re. Colloqui riservati, mai resi noti dalle fonti ufficiali pontificie, ma che alla fine hanno portato Ratzinger ad accettare le dimissioni del vescovo eletto.
Crisi dunque risolta nella tormentata Chiesa austriaca? Schoenborn sembra pronto a giurarci perché, come egli stesso ha spiegato all´agenzia cattolica Kathpress, «è in gioco il futuro della Chiesa in Austria e i cattolici hanno diritto a pretendere che noi facciamo del nostro meglio per superare la crisi». Anche il vescovo di Linz, Schwarz, si dice disposto a rimboccarsi le maniche: «Con la conferma ufficiale dell´accettazione delle dimissioni - afferma in una nota - questo periodo turbolento per la nostra diocesi e per la Chiesa austriaca si chiude ufficialmente. Adesso si tratta di unire gli sforzi per realizzare il comune obiettivo dell´unità». Questo articolo ha ricevuto 197 visite.
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