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Edizione di Domenica 27 Maggio 2012
Austria, dai vescovi sfida al Papa
Austria, dai vescovi sfida al Papa "Serve più scrupolo nelle nomine"
Lettera dopo la scelta dell´omofobo Wagner: "Imparare dagli errori"
Martedì 17 Febbraio 2009
di la Repubblica
in Religione

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di MARCO POLITI

CITTÀ DEL VATICANO - Esplode nella Chiesa austriaca il malumore verso il Vaticano e (dietro lo schermo di parole calibrate) contro lo stile di governo di papa Ratzinger. Il vertice dei vescovi, convocato dal cardinale Schoenborn dopo la decisione papale di nominare vescovo ausiliare di Linz il parroco reazionario Gerhard Maria Wagner, si è concluso con una lettera ai cattolici d´Austria, in cui si chiede al Vaticano di imparare dagli errori del passato e rispettare le procedure nelle nomine vescovili. Ma soprattutto i vescovi chiedono un atteggiamento di «scrupolo e massima sensibilità».

Gerhard Maria Wagner si è già dimesso domenica, quando ha sentito l´ondata di ostilità nei suoi confronti. Irritazione diffusa tra vescovi, preti e semplici fedeli per un uomo che scorge il fantasma del «satanismo» nei romanzi di Harry Potter, considera malati (benché curabili) gli omosessuali, immorale la città di New Orleans e quindi giustamente punita dall´uragano Katrina.

I vescovi hanno denunciato «l´insufficienza dei processi di comunicazione anche in Vaticano», augurandosi che il «servizio universale del Papa non venga oscurato da ombre». Modo elegante per dire che la linea di governo ratzingeriana suscita perplessità. «E´ necessario che la Chiesa cattolica sia "purificata" per essere ridotta a una setta, nella quale resterebbe solo un pugno di membri fedeli alla linea ufficiale?», si è chiesto alla vigilia l´arcivescovo di Salisburgo monsignor Alois Kothgasser.

Per l´episcopato d´Austria il Vaticano deve rispettare le regole. «E´ fuori discussione che spetti al Papa la libera nomina dei vescovi», ha detto il cardinale Schoenborn, aggiungendo che «il metodo previsto è buono, se viene effettivamente rispettato».

Prima stoccata al governo ratzingeriano. Infatti la nomina di un vescovo viene preceduta da consultazioni tra vescovi, preti e cattolici eminenti da parte del nunzio, che poi manda a Roma una terna di nomi. Nella terna - tutta l´Austria lo dice - il nome di Wagner non c´era. Insomma, papa Ratzinger ancora una volta non ha tenuto conto di pareri e consigli, ma è andato avanti da monarca assoluto.

Ricordando le «controversie» esplose in Austria negli anni Ottanta (quando Giovanni Paolo II impose alla diocesi di Vienna il cardinale conservatore Hans Hermann Groer, poi costretto alle dimissioni per precedenti rapporti omosessuali con seminaristi), la dichiarazione dei vescovi sottolinea che «prima che il Papa prenda la decisione definitiva, devono esserci fondamenti affidabili e completamente provati che possano sostenere la sua scelta».

Critiche implicite anche sulla revoca della scomunica ai quattro presuli lefebrviani. E´ una mano tesa - affermano i vescovi austriaci - però i lefebvriani devono aderire «incondizionatamente» al concilio Vaticano II. Esattamente ciò che Ratzinger non ha preteso prima di riabilitarli. E i nodi vengono al pettine. Il leader lefebvriano Fellay afferma che il vescovo negazionista Williamson «sta studiando la Shoah» e che sul Concilio il Vaticano deve dare «chiarimenti».

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