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| Carpi. Il vescovo Tinti condanna il caso Arcigay. |
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| "sbagliato accreditare le tendenze personali alla omosessualità come posizioni normali e naturali,così come è diseducativa la promozione della omosessualità nelle scuole". |
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| Domenica 25 Marzo 2001 |
| di Il Resto del Carlino |
| in Religione |
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Da il Resto del Carlino redazione di Carpi, venerdi 23 marzo 2001
Chiara ed esplicita condanna dell'omosessualità da parte del vescovo di Carpi monsignor Elio Tinti che ha definito "sbagliato accreditare le tendenze personali alla omosessualità come posizioni normali e naturali,così come è diseducativa la promozione della omosessualità nelle scuole". Il vescovo ha fatto riferimento alle polemiche conseguenti alla discussione dell'aargomento avvenuta al Meucci, nel corso dell'incontro in sala duomo degli amici di don Apelle e le sue parole sono state precise ed inequivoche. Ai giovani pronti e disponibili a recepire novità educative e a recepire contenuti e valori di vita chiari e coerenti, non si può far passare o contrabbandare come normale e maturale la pratica dell'omosessualità perchè tale non è, come ha dichiarato autorevolmente il Papa in più di una occasione. Ma anche la costituzione italiana, ha aggiunto il vescovo, non prevede l'unione tra coppie dello stesso sesso, o il matrimonio o l'adozione di figli. L'omosessualità è pratica de! viante, non è comportamento sessuale normale, ma denota una anormalità, una forma di malattia a chi la pratica. In sala duomo dove monsignor Tinti ha pronunciato queste categoriche parole, egli ha aggiunto che "chi ha la responsabilità culturale ed educativa dei giovani deve essere intellettualmente onesto e dire come stanno le cose, non equivocare o insinuare una presunta parità tra rapporto naturale di coppia tra uomo e donna e tra persone dello stesso sesso. E viceversa l'amore autentico tra uomo e donna, quello che genera procreazione, che va valorizzato e non confuso o parificato a quello tra persone dello stesso sesso, pena lo scadimento di valori morali, eteci e religiosi: i giovani non vanno presi in giro, è stato il suo severo conclusivo ammonimento".
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