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| «Pentiti eretico, lo scisma è colpa tua» |
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| Al fedele anglicano non piace il vescovo gay |
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| Martedì 15 Luglio 2008 |
| di Il Riformista |
| in Religione |
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Londra. Le interruzioni clamorose sono un classico in Gran Bretagna. Dagli streakers che corrono nudi lungo campi da calcio, tennis o piste automobilistiche per il puro gusto di apparire fino agli stand up di protesta dell'associazione Fathers4Justice, capace di inviare un paio di associati - vestiti da Batman e Robin - nientemeno che sul cornicione di Buckingham Palace fino al blitz pacifista alla House of Commons con spargimento di innocua polverina a mo' di antrace per protestare contro la guerra in Iraq. Insomma, una tradizione consolidata.
Domenica il debutto in campo religioso quando un fedele accorso alla messa della domenica mattina in una chiesa di Putney, nella zona occidentale di London, ha interrotto l'omelia di un vescovo americano dichiaratamente omosessuale, Gene Robinson, chiamandolo «eretico» e gridandogli «pentiti, pentiti, pentiti». Il gesto è stato accolto da un battito di mani da parte della congregazione e dall'interruzione del sermone, sostituito da un canto liturgico mentre il contestatore veniva allontanato dalla chiesa.
La protesta, a quanto pare spontanea, è divampata quando il vescovo Robinson ha parlato dell'enorme tristezza che generava in lui lo scisma di fatto all'interno della Chiesa anglicana. Immediatamente il christian-streaker ha cominciato a gridare «Lo scisma è colpa tua», ovviamente riferendosi all'omosessualità dell'alto prelato. Terminato il canto e allontanato, senza accuse, il contestatore, il sermone è ricominciato: «Pregate per quell'uomo», ha detto il vescovo Robinson ricordando subito dopo che «la discussione riguardo l'omosessualità che si sta tenendo in seno alla Chiesa non è importante per quanto ci dice sull'omosessualità in sé ma per quanto ci dice su Dio. Quando qualcuno salta su e dice che l'omosessualità è un abominio, questo ti fa voler voglia di conoscere Dio?». Timide manifestazioni di solidarietà dai fedeli fino all'affondo finale: «Io penso che Dio ci voglia audaci, in grado di prenderci dei rischi. Non penso che Dio ci voglia spaventati. Aprite il vostro cuore».
Applausi convinti, la messa è finita. Tra i presenti il più entusiasta appariva il ministro della Salute, Ben Bradshaw, secondo il quale l'omelia è stata «eccellente, carica di ispirazione e tenuta da un uomo impavido che diceva la verità». Un segnale forte, soprattutto perché fu proprio la sua ordinazione a vescovo del New Hampshire nel 2003 a spaccare la Chiesa anglicana. A causa della sua dichiarata omosessualità, Gene Robinson non è stato invitato alla decima Lambeth Conference in programma a Canterbury. Un divieto che non lo ha fatto perdere d'animo visto che sempre domenica il vescovo ha confermato la sua presenza smentendo l'intenzione di dare vita a proteste plateali: «Sarò lì solo per portare la parola di Dio». Dopo la sfida del sinodo della scorsa settimana sull'ordinamento di donne vescovo, un'altra sfida è lanciata all'unità e alla tenuta della Chiesa anglicana. Torna in mente la battuta dedicata da Winston Churchill alla strategia politica dell'esponente laburista Sir Stafford Cripps: «There but for the grace of God goes God». Traducibile più o meno così: «Se Dio non si aiuta va a finire male pure Lui».
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