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| Elezioni romane. Veltroni a caccia del consenso vaticano |
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| Walter e il nodo “catto-rutelliano” Continua la caccia al vice, ma Tajani guadagna punti in Vaticano |
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| Lunedì 05 Marzo 2001 |
| di Il Messaggero |
| in Religione |
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AL DI LA’ DEL TEVERE di ORAZIO PETROSILLO
CITTA’ DEL VATICANO - «Alberto, ti devo parlare. Mi è venuta un’idea pazza...». Walter Veltroni, non sapeva di essere ascoltato da orecchie interessate quella sera del 19 febbraio nella gran calca dell’ambasciata d’Italia presso la Santa Sede. Il destinatario della confidenza era Alberto Michelini. Non sappiamo se il colloquio, amichevole oltre le sponde politiche, ci sia stato. Ma l’allusione del segretario diessino era ad un abbinamento da fantapolitica. A più di un mese dall’annuncio dato per imminente di un candidato vice-sindaco cattolico, Veltroni non ha ancora sciolto la riserva, consapevole che su questa scelta si gioca una campagna di guerra o di non belligeranza col Vaticano. La «tentazione» di Veltroni o «l’idea pazza» per usare le sue parole, è stata in queste settimane quella di scegliere un cattolico-doc, un cattolico candidato non politico, un cattolico che su alcuni temi possa anche essere in disaccordo con il sindaco su tematiche non di competenza del Comune, come quella della vita. Le uniche "offerte" di candidature cattoliche per Veltroni sono quelle di «cattolici di osservanza rutelliana», dove si intende il cattolico «politically correct» che la domenica va in chiesa ma in politica, negli altri giorni della settimana, si comporta da laico. Cattolico nel privato e laico nel pubblico. Persone che mai si sognerebbero di sollevare una querelle sull’aborto o sul gay pride. Questa tipologia di cattolico è però indifferente, se non invisa alle gerarchie, perché in antitesi con la linea interventista del binomio Sodano-Ruini sui grandi temi della vita, della famiglia e dell’educazione. L’«idea pazza» di Veltroni è di provare con un cattolico che, in materia, non la pensi come lui ma che non gli procuri l’avversità del Vaticano per il quale la carica di sindaco della città di Roma ha un’enorme valenza d’immagine, quale primo cittadino della sede del Papa. Veltroni sa che l’ostilità del Vaticano alla sua candidatura è una cosa seria e che Tajani, battuto nei pronostici, fa di tutto per trascinare in battaglia la Chiesa. E’ attivo Tajani e presenzialista Oltretevere. E’ in prima fila nelle cerimonie ufficiali e defilato ma efficace nelle stanze che contano, dove da tempo ha sottoposto una lista di potenziali assessori Avendo un vice-sindaco "politico" come la Angelilli, ha riservato al mondo cattolico due assessorati importanti: le politiche sociali e i rapporti con il mondo cattolico. Veltroni, dal canto suo, è consapevole che i «cattolici rutelliani» come Gasbarra, Gentiloni, Mosella, Milana, Gargano, di questi tempi non sono redditizi elettoralmente. Se quindi dovesse scegliere Gasbarra, le cui quotazioni crrescono in queste ore, lo farà per assicurarsi il consenso dei commercianti, ma lascerà aperta la questione cattolica. Per gli assessorati dovrà, invece, rivolgersi a candidati-doc, diretta esporessione del mondo cattolico e in quanto tali capaci di attrarre voti, anche in controtendenza con le eventuali indicazioni ecclesiastiche.
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