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| Nasce la prima organizzazione gay islamica |
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| I pregiudizi dell’Islam verso l’omosessualità sono frutto della cultura, non del Corano |
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| Mercoledì 28 Febbraio 2001 |
| di Gay.it |
| in Religione |
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E’ la conclusione unanime dei partecipanti al primo raduno mondiale di omosessuali, lesbiche, bisessuali e transessuali di fede islamica, tenutosi a Boston nel Massachusetts dal 9 al 12 ottobre 1998. "Abbiamo finalmente fatto il primo passo per conciliare quello che è importante per noi come gay, lesbiche, bisessuali e transessuali mussulmani" Faisal Alam, coordinatore della "First International Retreat for GLBT Muslims" e fondatore di "Al-Fatiha". I 30 partecipanti hanno rappresentato le diversità culturali e religiose dell’intero mondo islamico e provenivano oltre che dagli Stati Uniti, anche dal Belgio, dal Canada, dall’Egitto, dall’India, dalla Germania, dall’Olanda, dal Libano, dalle Maldive, dall’Arabia Saudita, dalla Siria, dal Sud Africa e dal Pakistan. Il raduno è stato l’occasione per discutere questioni importanti su omosessualità e Islam, come conciliare fede e sessualità, l’oppressione delle persone omosessuali nel mondo islamico, l’identità omosessuale nell’Islam e le prospettive storiche del comportamento omosessuale nelle società islamiche. I partecipanti hanno anche esaminato le opinioni espresse dal Profeta Maometto sulle minoranze sessuali del suo tempo e le differenti interpretazioni del Corano sugli "atti omosessuali". Il risultato più importante è stato però la decisione di creare una organizzazione internazionale di sostegno a lesbiche, gay, bisessuali e transessuali di religione islamica in tutto il mondo, chiamata "Al-Fatiha" (l’apertura), una delle parole che aprono il primo capitolo del Corano. L’organizzazione lavorerà a stretto contatto con altre organizzazioni omosessuali e non, sia mussulmane che non, per combattere le discriminazioni che troppo spesso sono costrette a subire le minoranze sessuali nel mondo islamico. In molti paesi l’omosessualità è un crimine punibile con il carcere, pene corporali come la fustigazione e la morte. Faisal Alam, il fondatore di "Al-Fatiha" ha dichiarato che "l’omosessualità è così fortemente stigmatizzata nelle comunità islamiche che tanti gay, tante lesbiche, tanti bisessuali e transessuali e tutti coloro che si pongono domande sulla propria sessualità finiscono per assorbire la vergogna ed il disgusto che li circondano in famiglia e nella società" e che "il movimento dei mussulmani omosessuali è appena agli inizi. Molti dei pregiudizi e delle discriminazioni nelle società islamiche sono causati dalla cultura e non vengono dall’Islam come religione. Vogliamo celebrare la nostra identità come persone omosessuali che sono anche fedeli mussulmani. I nobili e fondamentali principi di rispetto, dignità umana, tolleranza, comprensione e giustizia nell’Islam sono sempre stati ignorati di fronte alla questione dell’omosessualità e dell’identità sessuale. Speriamo di riuscire a cambiare le cose con la volontà di Dio". Faisal Alam ha poi aggiunto: "Noi [Al-Fatiha] riteniamo che sia nostro dovere morale dare una mano in qualsiasi modo possibile e siamo arrivati alla conclusione che dobbiamo seguire strategie differenti di fronte alle varie questioni, sia a livello locale che internazionale". L’organizzazione "Al-Fatiha" agirà a livello locale negli Stati Uniti e lavorerà a stretto contatto con le varie organizzazioni per i diritti umani per combattere gli abusi e le discriminazioni nei paese islamici. Il secondo raduno internazionale di "Al-Fatiha" si svolgerà nel giugno del 2000 a Città del Capo in Sud Africa, mentre una conferenza su omosessualità e Islam è stata organizzata nell’aprile del 1999 a New York. Il raduno è stato organizzato da: "Gay-Muslims Listserv" una lista di discussione per gay, lesbiche, bisessuali e transessuali mussulmani. Per iscriverti in lista o per ricevere ulteriori informazioni: gaymuslims@yahoo.com Questo articolo ha ricevuto 134 visite.
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