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| Omosessuali e fede: «La Chiesa ci esclude» |
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| Nessun prete cattolico all’iniziativa promossa dall’Arcigay «Orlando» di Brescia |
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| Lunedì 28 Gennaio 2008 |
| di Bresciaoggi |
| in Religione |
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di Beatrice Foschetti
Dio benedice le relazioni d’amore. Sin qui nulla di strano. Si tratta di un pensiero universalmente condiviso da uomini di fedi diverse. Ma quando i protagonisti del rapporto a due sono omosessuali, si scatena il putiferio. La ragione è piuttosto ovvia: «Gli omosessuali per molti sono pervertiti contro natura, incapaci di concepire una relazione d’amore a lungo termine».
Contro questo genere di valutazioni omofobiche, che soggiaciono all’allontanamento forzato degli omosessuali credenti dalle chiese, si sono schierati gli organizzatori del convegno dal titolo «Chiese cristiane e omosessualità: tra rifiuto e comunione di differenze», svoltosi ieri pomeriggio nella sede del comitato provinciale Arcigay «Orlando».
A favore della benedizione dei rapporti di coppia in genere ha dato inizio ai lavori la pastora della Chiesa valdese di Milano e Pavia, Anne Zell, che dopo aver fatto il punto della condizione degli omosessuali nell’ambito protestante (ormai accettati in Germania, Svizzera o Svezia), si è poi calata nella spinosa questione della conquista dei diritti civili da parte di gay e lesbiche. «Un cammino difficile - ha spiegato Zell - reso ancor più faticoso da una mancata condanna condivisa dell’omofobia». Prendendo spunto dalla data dell’incontro - il 27 gennaio, Giorno della Memoria - la pastora valdese ha ricordato ai presenti gli omosessuali deportati negli ex lager nazisti, rispondendo così all’imbarazzo iniziale degli organizzatori, che, per motivi logistici si erano visti costretti a rinunciare alla data del 13 gennaio.
In quel giorno di dieci anni fa Alfredo Armando, omosessuale dichiarato, si diede fuoco in piazza San Pietro. Un forte atto di protesta nei confronti della chiesa cattolica, che si rivela a tutt’oggi sorda alle richieste degli omosessuali di fede. Oltre alla mancanza di religiosi cattolici fra i relatori, a dispetto della comunità valdese, le esperienze di dialogo con le istituzioni ecclesiastiche menzionate da Cristian Berra, del gruppo milanese di omosessuali cattolici «La fonte», sono delle «rarità».
«Piccoli segni di speranza», secondo Rosa Salamone, coordinatrice del progetto valdese Varco (Valorizzazione e riconoscimento della comunità omosessuale) «per una Chiesa a favore dei deboli, che rifiuti il muro delle divisioni».
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