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| Un settimanale diocesano fa il iunto sull'omosessualità |
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| Non c'è spazio alcuno per legittimare unioni innaturali |
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| Sabato 07 Luglio 2007 |
| di La redazione di Gaynews |
| in Religione |
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IL PUNTO SULLA OMOSESSUALITA' da L'Azione,settimanale della diocesi di Vittorio Veneto
di Aldo Cappellotto
Condannata dalla Sacra Scrittura (v. Rom. 1, 24-27) e da numerosi autori cristiani, l'omosessualità, costituisce ancor oggi un problema di non facile soluzione.
Il catechismo della Chiesa cattolica (1992) al n. 2357 affronta il tema "omosessualità", la cui genesi psichica rimane in gran parte inspiegabile. Al n. 2358 afferma che un numero non trascurabile di uomini e donne presenta tendenze omosessuali, aggiungendo però che costoro non scelgono questa loro condizione. Inoltre, una recente nota pastorale avverte che occorre anche distinguere tra la tendenza e la pratica omosessuale; mentre la prima non costituisce disordine (sentire non è consentire), la seconda invece non può né potrà mai essere approvata. In ogni caso, tuttavia, si dovrà evitare ogni marchio di ingiusta discriminazione, accogliendo tutti con rispetto, compassione, delicatezza.
Ha scritto il cardinale Ratzinger nel documento "Considerazioni circa il riconoscimento legale delle unioni tra persone omosessuali" del 2003: "Non esiste fondamento alcuno per assimilare o stabilire analogie, neppure remote, tra le unioni omosessuali e il disegno di Dio sul matrimonio e la famiglia. Il matrimonio è santo, mentre le relazioni omosessuali contrastano con la legge naturale".
Appare evidente, da questa affermazione, che non c'è spazio alcuno per legittimare unioni innaturali. Questo, da allora, ha scatenato la protesta e il livore delle lobbies gay, per cui la situazione è diventata incandescente. Va detto a questo punto che il no-Pacs è sentito come una proibizione, un veto di stampo clericale, non solo da non-credenti, ma anche da parecchi cattolici di sinistra che si autodichiarano "cristiani adulti".
Qui però il discorso va approfondito e sviluppato, per mostrare come qualsiasi disordine sia foriero di decadenza e di progressivo inarresta bile peggioramento del vivere civile. Non di clericalismo si deve perciò parlare, quanto invece di difesa dell'ordine sociale.
(...) Se nella natura, nel cosmo nel creato, nella società regnasse il disordine, sarebbero impossibili la scienza, il diritto la società, la famiglia, la civile convivenza. Saremmo tutti preda del caos e del disordine: Homo homini lupus.
Nessun pregiudizio perciò contro gli omosessuali; nessuna omofobia. Solo, pretendiamo il rispetto della razionalità, della lex naturalis che non concede, né concederà mai, che un capriccio possa diventare un diritto. L'omosessualità vissuta e praticata è un grande disordine non solo dal punto di vista della morale cristiana, ma di tutti i sistemi etici umani che non siano laicisti, relativisti, nichilisti. Tutto qui! Questo articolo ha ricevuto 170 visite.
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