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Edizione di Domenica 27 Maggio 2012
Bagnasco: «La chiesa non ha nessuna volonta' egemonica»
Bagnasco: «La chiesa non ha nessuna volonta' egemonica»
Bagnasco glissa sulle ambizioni «parapolitiche» di Pezzotta mentre raccomanda l'apertura alla «interculturalità» con gli immigrati e si dice anche pronto a ricevere i gay credenti che manifesteranno a
Sabato 30 Giugno 2007
di Liberazione
in Religione

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Bagnasco: «La chiesa non ha nessuna volontà egemonica, non ha voglia di essere un'autorità extraparlamentare»



Ratzinger a getto continuo prima di andare in vacanza. Due giorni fa l'annuncio del via libera alla messa pre-conciliare; per oggi è attesa invece la lettera ai fedeli e al clero della Repubblica popolare cinese, un atto di delicata diplomazia vaticana ideato a gennaio nel corso di un apposito summit e costato molta fatica per tener conto delle diversità di linea interne e delle difficoltà di approccio con Pechino. Il Vaticano punta a rassicurare il governo sulla «non interferenza» e sa di poter contare ormai su una larga unità di fatto tra la chiesa "patriottica" e quella "sotterranea", inclusi i vescovi che sono stati scelti in molti casi dall'associazione "statale". Anche la Cei sforna dichiarazioni. Il nuovo presidente Angelo Bagnasco, che proprio ieri ha ricevuto dal Papa il "pallio" dei vescovi metropoliti, appare sempre più deciso a imprimere il proprio stile alle iniziative della Conferenza, smarcandosi dalle relazioni iper-politiche del predecessore Camillo Ruini. «La chiesa non ha nessuna volontà egemonica, non ha voglia di essere un'autorità extraparlamentare », afferma l'arcivescovo in un'intervista a "Repubblica". Bagnasco glissa sulle ambizioni «parapolitiche» di Pezzotta mentre raccomanda l'apertura alla «interculturalità» con gli immigrati e si dice anche pronto a ricevere i gay credenti che manifesteranno a Firenze. La scelta «eminentemente religiosa» non gli impedisce tuttavia di sostenere che la lezione di religione cattolica «non è un fatto confessionale». Sulla necessità della «testimonianza quotidiana» per «evangelizzare» l'Italia, il cui cattolicesimo non è immune dai mali che lo tormentano in tutta Europa, si incentra anche il documento i vescovi hanno tratto dal Convegno ecclesiale svolto in ottobre a Verona. Quella assemblea fu attraversata anche da contrasti e mugugni ma tutto finì sublimato nell'intervento conclusivo del Papa. La "Nota" del dopo Verona, diffusa ieri, riprende un categorico richiamo di Benedetto XVI ai politici cattolici, specialmente in difesa della famiglia e dedica un ampio capitolo al ruolo dei laici nella Chiesa e riprende alcuni temi sociali, in particolare sul lavoro. I vescovi osservano «che l'organizzazione del lavoro sia attenta ai tempi della famiglia» facendo i conti con la «precarietà soprattutto giovanile, la disoccupazione, la difficoltà del reinserimento lavorativo in età adulta» ed evitando la proliferazione dei turni nei giorni di festa.

Fulvio Fania



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