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| Gentiloni: chiesa cattolica contro natura |
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| A proposito di un libro su fede e gay. "Il sesso è soltanto per la procreazione. Per le persone omosessuali, allora, soltanto spazi di comprensione e di pietà e non di più" |
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| Sabato 03 Febbraio 2001 |
| di Il Manifesto |
| in Religione |
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FILIPPO GENTILONI
" Il posto dell'altro. Le persone omosessuali nelle chiese cristiane" è il titolo di un volume presentato pochi giorni fa a Roma. Pubblicato dalle edizioni la Meridiana di Molfetta, è firmato dal Coordinamento gruppi di omosessuali cristiani in Italia e dall'Associazione italiana "Noi siamo chiesa". I saggi contenuti nel volume ripropongono, in parte, alcuni interventi al convegno di Milano 1999 ("Le persone omosessuali nella Chiesa. Problemi, percorsi, prospettive"). Una bella prefazione del vescovo Luigi Bettazzi, e il documento del gruppo di lavoro sulla pastorale delle persone omosessuali della diocesi di Innsbruck completano il volume.
Una "summa" veramente preziosa, sia nella prima parte ("Riflessioni") che nella seconda ("Testimonianze"). In ogni pagina emerge la difficoltà della dottrina ufficiale cattolica, che condanna gli atti omosessuali, anche se non arriva a condannare la tendenza. Una posizione che appare, oltre che insostenibile, anche fondamentalmente ipocrita. Fonte, inoltre, di grave disagio e sofferenza per le persone omosessuali credenti. Molto più elastica la posizione protestante, basata, come sempre, più sul dettato della coscienza che sulla lettera di una legge (si veda il bel saggio di Gregorio Plescan).
In campo cattolico invece, gli spazi sono molto più ristretti. Anche i teologi più autorevoli (Giannino Piana, Leandro Rossi, Franco Barbero) stentano a trovare qualche possibilità di allargamento, come vorrebbero il buon senso e la comune opinione. La difficoltà non viene tanto dalla Bibbia quanto dalla concezione di una "natura umana" immutabile e assolutamente normativa, natura che la dottrina morale cattolica custodirebbe e imporrebbe per tutti gli uomini. Il sesso, vi si insegna, è soltanto per la procreazione. Per le persone omosessuali, allora, soltanto spazi di comprensione e di pietà e non di più.
Il volume della Meridiana, comunque, testimonia i passi avanti compiuti, nonostante tutto. Gli omosessuali stanno uscendo dalla clandestinità, e non è poco. I gruppi di omosessuali credenti (si veda l'elenco in appendice) si stanno moltiplicando in tutto il paese (più al centro-nord che al sud). Il dibattito teologico-etico si approfondisce.
Il volume riporta la lettera aperta alla chiesa italiana con cui si era chiuso il convegno di Milano. Vi si chiede, fra l'altro, che le chiese difendano le persone omosessuali combattendone le emarginazioni; che affermino con forza che la salvezza è alla portata di tutti; che offrano spazi di confronto con le esperienze dei gruppi di omosessuali credenti, attingendo anche a esperienze straniere.
Il testo sottolinea "la inadeguatezza di un magistero ecclesiale che alterna i troppi silenzi a un approccio prevalentemente normativo, alimentando la solitudine e l'angoscia delle persone omosessuali". E insiste su "la necessità che la chiesa cattolica ribadisca che, in Gesù Cristo, tutti gli uomini e tutte le donne, gay e lesbiche compresi, sono chiamati da Dio alla salvezza e riconosca il diritto-dovere degli omosessuali di manifestare senza ipocrisie la propria identità".
Intanto, però, si legge sulla agenzia Adista che ancora una volta le porte vaticane si sono chiuse ad una manifestazione di gay e lesbiche stranieri - soprattutto statunitensi - che, prima della chiusura del giubileo, intendevano portare un documento al cardinale Ratzinger. La scritta: "I figli gay di Dio portano doni. Dategli la benedizione". Niente da fare, come era già avvenuto, quest'estate, per il gay pride: le porte cattoliche - sante o no - per gli omosessuali rimangono chiuse.
(31-1-2001) Questo articolo ha ricevuto 113 visite.
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