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Edizione di Domenica 27 Maggio 2012
Papa antigay: il matrimonio non è solo fisicità come vorrebbero i gay
Papa antigay: il matrimonio non è solo fisicità come vorrebbero i gay
Pubblichiamo i testi delle agenzie dell'ultima uscita omofobica contro le coppie gay del papa polacco. In calce un commento del direttore
Giovedì 01 Febbraio 2001
di Franco Grillini
in Religione

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Citta' del Vaticano, 1 feb. - (Adnkronos) - Nuovo attacco alle unioni di fatto, compreso quelle tra omossessuali, di Giovanni Paolo II. Il matrimonio, dice il Papa inaugurando l'anno giudiziario del Tribunale della Rota Romana, ha un'indole profondamente ''naturale'', e la sua sacramentalita' non deriva dalla fede cristiana ma dal fondarsi sull'aspetto metafisico del concetto di natura, che non e' solo ''puro dato fisico, biologico e sociologico''. Per questo, ribadisce il Papa, le unioni di fatto, comprese quelle fra omosessuali, non possono essere equiparate al matrimonio. Incontrando gli avvocati e ufficiali del Tribunale della Rota romana, ex Sacra Rota, il Papa rivolge un nuovo richiamo ai giudici rotali sull'indissolubilita' del matrimonio che e' inseparabile dalla famiglia. Il matrimonio e' l'unico dei sette sacramenti, ha ricordato Wojtyla, che non e' ''specificatamente orientato al conseguimento di fini direttamente soprannaturali'', ma ha tra i suoi obiettivi ''il bene dei coniugi e la procreazione ed educazione della prole''. ''Questa verita', nel clima creato da una sempre piu' marcata secolarizzazione e da una impostazione del tutto privatistica del matrimonio e della famiglia, e' non solo disattesa, ma apertamente contestata''. E questo perche', ha aggiunto, una ''invadente cultura individualista, tendente a circoscrivere e confinare il matrimonio e la famiglia nel mondo del privato'' ha fatto si' che si accumulassero molti equivoci attorno alla nozione stessa di natura''. Tra gli ''equivoci'' sulla nozione di natura, ha spiegato il Papa, ''soprattutto se ne e' dimenticato il concetto metafisico'', che e' quello su cui la Chiesa fonda il suo magistero. Ne' si puo' ridurre l'umano a ''cio' che e' specificamente umano all'ambito della cultura'' perche' in quest'ottica ''il naturale sarebbe puro dato fisico, biologico e sociologico, da manipolare mediante la tecnica a seconda dei propri interessi''. ''Questa contrapposizione tra cultura e natura lascia la cultura senza nessun fondamento oggettivo, in balia dell'arbitrio e del potere. Cio' si osserva in modo molto chiaro nei tentativi attuali di presentare le unioni di fatto, comprese quelle omosessuali, come equiparabili al matrimonio, di cui si nega per l'appunto il carattere naturale''. Questa concezione ''meramente empirica della natura -afferma Giovanni Paolo II- impedisce radicalmente di comprendere che il corpo umano non e' un qualcosa di estrinseco alla persona, ma costituisce insieme con l'anima spirituale ed immortale un principio intrinseco di quell'essere unitario che e' la persona umana e non si puo' cercare in falsi spiritualismi una presunta convalida di cio' che e' contrario alla realta' spirituale del vincolo coniugale''. Secondo il Papa, ''il fatto che il dato naturale sia autoritativamente confermato ed elevato a sacramento'' da Dio ''non giustifica affatto la tendenza a ideologizzare la nozione del matrimonio - natura, essenziali proprieta' e finalita' - rivendicando una diversa valida concezione da parte di un credente o di un non credente, di un cattolico o di un non cattolico, quasi che il sacramento fosse una realta' successiva ed estrinseca al dato naturale. L'uomo e la donna trovano in se stessi l'inclinazione naturale a unirsi coniugalmente''. Se oggi si enfatizzano le differenze, per il Papa risulta invece ''piu' realistico constatare che, insieme alle difficolta', ai limiti e alle deviazioni, nell'uomo e nella donna e' sempre presente un'inclinazione profonda del loro essere che trascende ampiamente le diversita' storico-culturali''. Un uomo e una donna si sposano ''in quanto persone tra cui esiste la diversita' sessuale e matrimonio e famiglia, infine, sono inseparabili perche' i coniugi sono ''costitutivamente'' aperti al dono dei figli.

Giovanni Paolo II incontra Rota romana Citta' del Vaticano, 1 feb - L'unione tra due sposi sull'altare va accettata anche oltre i possibili fallimenti. E' quanto ha affermato stamane Giovanni Paolo II nel corso del tradizionale incontro in Vaticano con i giudici del tribunale della Rota romana. Un incontro nel quale Papa Wojtyla oltre a ribadire la sua ferma contrarieta' ad ogni ipotesi che prevedano la legalizzazione delle coppie di fatto ed alle unioni tra omosessuali, ha fatto rilevare che, nel caso dei matrimoni, non si e' di fronte ''a una qualsiasi unione tra persone umane'', ma ad una unione davanti a Dio che non puo' dipendere esclusivamente dalle esigenze personali, soggettive e transitorie. Un discorso, quello pronunciato davanti ai giudici della Rota romana, che ha certamente preso atto, dei dati che provengono da 960 cause di nullita' dei matrimoni trattati nel '99 da questa istituzione vaticana. Casi, quelli di nullita' matrimoniale, che comprendono una svariata casistica che va dalla troppa invadenza delle suocere, al non aver consumato rapporti sessuali, ai problemi di droga ma anche razziali. Delle 960 cause, 938 hanno riguardato la nullita' del matrimonio celebrato in chiesa. PAPA: ROTA ROMANA; MATRIMONIO VA ACCETTATO ANCHE SE FALLISCE

CITTA' DEL VATICANO, 1 FEB - Il matrimonio va accettato anche quando fallisce, esso infatti ''non e' una qualsiasi unione tra persone umane'', che dipende dalle esigenze soggettive. E' il monito venuto oggi da Papa Wojtyla che, nel tradizionale incontro con il tribunale della Rota romana, ha ribadito il suo fermo 'no' alle coppie di fatto e gay.

Il Papa sulle coppie gay sbaglia 2 volte. L’omosessualità è naturale, lo dice l’OMS

Bologna, 1 febbraio 2001

Il 1 gennaio dal 1993 l’OMS ha definito l’omosessualità “una caratteristica della personalità” e “una variante naturale del comportamento umano”. Le affermazioni del Papa, quindi, non hanno alcun fondamento sia di carattere scientifico che morale e comunque non sono condivise dalle istituzioni internazionali e dalle democrazie occidentali. Definire poi le coppie gay “personali, transitorie, soggettive” e quindi non meritevoli di tutela giuridica significa ancora una volta affermare il falso al fine di sostenere una tesi sbagliata. Nella inchiesta sulla condizione omosessuale curata da Marzio Barbagli si dimostra che le coppie gay conviventi sono addirittura più stabili delle coppie eterosessuali conviventi. Altro sbaglio papale è quello di contrapporre il matrimonio alle coppie gay: lo diciamo con chiarezza e con la massima forza, non c’è nessuna contrapposizione, l’esistenza delle coppie omosessuali costituisce un fatto positivo per la società perché qualsiasi nucleo familiare, quello gay compreso, basato sull’affettività e la reciproca solidarietà rappresenta un bene per la collettività. Dire, quindi, che quelle gay sono puro istinto significa non conoscere per nulla la realtà dell’amore omosessuale (vedere ad esempio il libro uscito in questi giorni “Amori grandi per grandi uomini”, ed Enola, Endrea Bergamini). Di fronte ai sentimenti e all’amore omosessuale anche il Papa dovrebbe sforzarsi quantomeno di avere un minimo di rispetto e considerazione ed evitare di dileggiare una realtà che la maggior parte dei governi e dei parlamenti europei non solo ha giù riconosciuto, ma sulle quali esistono legislazioni civili che in Italia non ci sono ancora propria in forza dell’autoritario veto papale. Franco Grillini Direttore di www.noi.it

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