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Edizione di Domenica 27 Maggio 2012
Al centro Papa Luciani un processo alle coppie
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Meluzzi: «L’unica forma di amore è la famiglia»
Martedì 27 Marzo 2007
di Corriere delle Alpi
in Religione

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SANTA GIUSTINA. «L’amore ha come orizzonte la generazione della vita: quello omosessuale non potrà mai ottenere questo risultato. Senza questo fine ultimo non si può parlare di amore, nemmeno tra persone di sesso diverso: non è vero amore, è solo un procurarsi piacere a vicenda». Alessandro Meluzzi - medico, psicologo e autore del libro “ErosAgape, un’unica forma d’amore” -, ospite sabato scorso del centro Papa Luciani, non ha usato mezze parole per parlare di amore, che deve essere tensione alla vita. Amore che sarà anche eros, passione, ma non può essere solo questo. «La nostra società sta minando il vero significato dell’amore», ha detto, «sostituendo alla famiglia la coppia. La coppia però è l’illusione che i meccanismi che fanno incontrare due persone possano tenerli assieme in eterno: questo non può succedere. Per costruire una famiglia va fatto un cammino di crescita. La parola matrimonio è basata sul concetto di maternità, e gli anziani ci ricordano sempre che non si va da nessuna parte senza sacrificio. L’amore non è un rapporto alla pari, è uno scambio di doni, a prescindere da quello che ricevo in cambio».

Una visione molto positiva, di un amore che non ha limiti di tempo: non si può impostare un rapporto di questo tipo ponendogli una scadenza. Ma anche una visione - quella proposta da Merluzzi - che denuncia grande preoccupazione per la società moderna, che punta tutto sull’autorealizzazione, su una ricerca della felicità che non potrà mai rendere felici. «Oggi abbiamo in Europa il più basso tasso di concepimento», ha aggiungo, «e su cento bambini, di solito concepiti quando la mamma ormai di media ha 35 anni, trenta non nascono. E’ un dato che deve far riflettere: la felicità non si può pianificare, è un caso di supremazia dell’evento».

La serata ha gratificato la quota femminile del tanto pubblico presente, definita da Meluzzi la creatura biologicamente più perfetta. «D’altronde Dio ha scelto il meglio per chi doveva portare dentro di se la vita che continua. Il problema è che la donna oggi si è evoluta molto più velocemente dell’uomo: riuscirà a mantenere lo spazio per generare la vita?». (a.a.)

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