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| D'Arcais; la chiesa cattolica vuole imporre la sua morale minoritaria |
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| Pubblichiamo una intervista di repubblica al direttore di Micromega che condividiamo in toto |
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| Mercoledì 24 Gennaio 2001 |
| di la Repubblica |
| in Religione |
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"Chiesa illusa oggi i cattolici sono minoranza"
Flores D'Arcais critica Ruini
di GIORGIO BATTISTINI
-------------------------------------------------------------------------------- ROMA - Elezioni in arrivo, vescovi in campo. Contro il capo del governo (Amato), contro il ministro della Sanità (Veronesi), contro i partiti moderati europei che si sono "permessi" una visione non religiosa della società. Vorrebbero l'Italia cortile domestico del Vaticano, accusa Paolo Flores D'Arcais, direttore della rivista Micromega. Perchè d'improvviso la Chiesa ha cambiato strategia, predicando morale e politica? "Nessun cambiamento, è la costante del pontificato di Karol Wojtyla: la pretesa che la morale cristiana, o per meglio dire cattolica, nei suoi elementi essenziali sia vincolante per tutti attraverso l' imposizione di leggi dello Stato". Ruini sgrida Amato dicendo che la pillola del giorno dopo procura la morte di un essere umano appena concepito. Un'affermazione un po' troppo più dogmatica? "Dal punto di vista scentifico errori grossolani sono evidenti. L' uso che Ruini fa di questi termini è in assoluto contrasto con quello della comunità scientifica internazionale, recepito dalle istituzioni sanitarie. Ma questo uso disinvolto e manipolatorio della lingua non fa che sottolineare la vera questione: Ruini non si limita a lamentare l'allontanamento del sentire comune da quello che chiama "antropologia ed etica cristiana" (in realtà cattolica, abbiamo visto) ma pretende che quest'antropologia e questa etica siano le uniche umane. Quindi ragionare e vedere diversamente sia non già avere una morale diversa da quella della Chiesa ma non averla affatto". In Vaticano puntano forse su Berlsusconi per correggere l'attuale legge sull'aborto? "La parte della gerarchia vaticana più strettamente legata a Wojtyla punta sempre e comunque a rimettere in discussioone ogni legislazione civile non allineata con la morale della Chiesa. In questo, la tentazione teocratica resta in loro insopprimibile. In Ruini, che fa politica sfrenatamente e nel senso più politicoso del termine, non è irragionevole ipotizzare la speranza che, nella sciagurata eventualità d'un governo Berlusconi, possano venir cancellate le poche conquista laiche di cinquant'anni di legislazione repubblicana". Ora poi che alla casa Bianca c'è un presidente antiabortista... "Bush o non Bush, Ruini dimentica quello che invece cristiani veri (come Enzo Bianchi, priore di Bose, e infiniti altri per fortuna) continuano a ripetere: i cattolici sono anche in Italia una minoranza, e devono imparare a testimoniare, se ne sono capaci, la loro fede e i valori del Vangelo, e non pretendere di imporre la loro casistica morale in fatto di sesso, pillola, aborto, droga, eutanasia, sperimentazione a cittadini non credenti, o non cattolicamente credenti, che su questi temi la pensano in modo abissalmente diverso dal Vaticano". Perchè ogni volta che una materia scientifica attraversa la morale cattolica le gerarchie religiose vanno in cortocircuito? "Succede ogni volta che è in gioco la libertà dell'individuo, la sua autonomia etica, il suo diritto di scegliere. Alla fine il pensiero di Ruini si riduce a questo: l'Italia non è l'Olanda (rispondo: peccato!), e mai lo sarà (rispondo: è tutto da vedere).
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