MILANO — Ci sono chiese cristiane, in Italia, dove le unioni omosessuali sono già accolte e dove, proprio come per le coppie «normali», amore, fedeltà e fede possono essere coronati da una benedizione che corrisponde al sacramento del matrimonio cattolico. Letizia Tomassone, da 23 anni pastora valdese, alla guida della chiesa metodista di La Spezia, spiega: «Per noi il matrimonio non è un sacramento. Due persone che decidono di iniziare la loro vita insieme chiedono la benedizione di Dio, al di là delle leggi. Nella norma, ciò accade davanti alla comunità. Ma poiché oggi gli omosessuali subiscono una discriminazione, è giusto compensarla anche in privato».
Le preghiere sono le stesse di quelle pronunciate quando ad unirsi sono un uomo e una donna. Un precedente che appare come un simbolo, in una chiesa come quella valdese (30.000 fedeli in Italia), che ha sottoscritto un'intesa con lo Stato e che vede i suoi matrimoni riconosciuti, attraverso una semplice trascrizione, agli effetti civili. Sul piano teologico, per i valdesi nulla ostacola il matrimonio tra gay. Sul piano concreto, le barriere sono due: l'ordinamento statale è visto come una «garanzia» e la cultura dei fedeli, non ancora pronti. Letizia Tomassone è tra i pastori che, discretamente e senza proclami, garantiscono alle coppie di fedeli omosessuali le «pari opportunità». Spiega: «In nessun passo delle Scritture ci viene proposto un modello unico di famiglia. Al contrario, Dio incontra le persone: nella famiglia poligamica dell'Antico Testamento, nella "strana" famiglia di Gesù, come nelle famiglie di oggi».
Ma chi autorizza il pastore? «Nessuno, se questo avviene in privato, in maniera "appartata". Sarei contraria a questa segretezza. Ma fino a quando non verrà superata la discriminazione, accogliere le loro unioni rappresenti una compensazione». Perché una coppia gay chiede di sposarsi? «Per superare il senso di colpa a fronte dell'amore reciproco. C'è una grande fede dietro questa domanda, c'è la visione di un Dio che protegge, anziché schiacciare e punire».
Vera Schiavazzi Letizia Tomassone, da 23 anni pastora valdese, è alla guida delle chiese metodiste di La Spezia e di Carrara
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