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| Omosessualità e Chiesa: intervista a un sacerdote |
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| Nei giorni della commemorazione di Alfredo Ormando abbiamo intervistato Franco Barbero, sacerdote da anni impegnato nella conduzione di comunità delle quali molti membri sono gay. |
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| Venerdì 12 Gennaio 2001 |
| di Giulio Maria Corbelli |
| in Religione |
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In questi giorni in cui tanta parte della comunità omosessuale è impegnata a ricordare il gesto di Alfredo Ormando, morto suicida in piazza San Pietro due anni fa, noi di Gay.it ci siamo chiesti quali sono i modi in cui l'omosessualità si può conciliare con la fede. Ci sono tanti omosessuali nella Chiesa e ci sembra opportuno offrire a loro, ma non solo a loro, alcuni spunti di riflessione importanti. Abbiamo così parlato con Franco Barbero, sacerdote cattolico, cha dal 1973 è presbitero della Comunità cristiana di base di Pinerolo; Barbero si occupa di teologia (ha scritto una ventina di libri di cui gli ultimi due sono Il giubileo di ogni giorno e Il dono dello smarrimento) e di tossicodipendenze. Da molti anni è in relazione e segue gruppi di omosessuali e lesbiche. Caro Franco Barbero, la delegazione di Soulforce e Dignity USA nei giorni scorsi a Roma, ha chiesto - inutilmente - al Vaticano che i doni che alcuni "figli di Dio gay", come si definivano, portavano, venissero benedetti: perché c'è stata tanta reticenza da parte della Chiesa ad accontentare una richiesta così elementare? Forse sempre di più dobbiamo domandarci se andiamo all'essenziale e, per me, l'essenziale nella vita cristiana è camminare nella "benedizione" di Dio, alla ricerca della Sua volontà. E' la ricerca della volontà che fa la Chiesa. Molte benedizioni delle gerarchie non sono la benedizione di Dio, come dice il profeta Malachia di cui va letto l'intero secondo capitolo: " E ora a voi, o sacerdoti, questo avvertimento. Muterò in maledizione la vostra benedizione! Anzi, l'ho già mutata in maledizione, perché nessuno di voi si prende cura" (2,2). Sovente dove le gerarchie non benedicono o, anzi, maledicono, Dio benedice. Ovviamente finché a governare la chiesa di Roma ci sono cardinali come Sodano, che vedono nel Gay Pride l'unica macchia del Giubileo, è difficile aspettarsi benedizioni. Su tutta la problematica legata alla vita affettiva e sessuale, le gerarchie sono nel panico, nella paura, percorsi da mille fobie, ostinate nel ribadire un celibato in gran parte disatteso, occupate nell'occultare ciò che non si vuole riconoscere. Inoltre i teologi e le teologhe, tranne quelli di corte, esprimono almeno perplessità e dubbi. Come può un omosessuale continuare a essere e definirsi cattolico, se ogni affermazione ufficiale della Chiesa gli nega la possibilità di vivere la propria condizione sessuale, affettiva e anche sociale? Su questo punto io ho una immensa speranza. Conosco migliaia di uomini e donne che conciliano bene fede cristiana ed esperienza omosessuale. Bisogna essere insieme pazienti ed impazienti, ma il fiume dell'amore e della libertà d'amare cresce anche nella chiesa cattolica. Tanti preti, tanti teologi, tanti gruppi lavorano serenamente ad aprire sentieri di pace e finalmente non chiedono il permesso a nessuno, ma si confrontano nello studio biblico, nella preghiera, nel cammino ecumenico. Sto preparando con alcune donne lesbiche una celebrazione liturgica. Le ho trovate così piene di lode a Dio per il dono che ha fatto loro di essere lesbiche e non hanno dubitato mai di essere parte viva ed integrante della chiesa. I documenti del magistero? Li sdrammatizzano. Sanno che in ogni storia c'è un passato che è vivo e c'è un passato "morto" che vorrebbe ancora condizionare il presente. Imparano a lasciar cadere senza alcuna polemica. ^f1Anche all'interno della Chiesa, in tante comunità cattoliche, ci sono realtà - e la vostra ne è un chiaro esempio - che cercano di affermare un diritto ad essere gay e cattolico che le Gerarchie sembrano negare: come si può lottare all'interno della Chiesa perché i diritti degli omosessuali vengano finalmente conosciuti? Non le chiedo, in questo caso, un parere teologico quanto 'politico' cioè relativo all'attivismo dentro la Chiesa. A mio avviso, bisogna allargare lo sguardo. La gerarchia non è tutta compatta nel condannare, ma soprattutto bisogna smetterla di dare più importanza alla classe sacerdotale che a tutta l'altra parte del popolo di Dio. La chiesa è più "spaziosa", più aperta dei documenti del magistero. Non bisogna credere che per essere cristiano - cattolico mi debbo allineare all'autorità. Debbo seguire Gesù. Sono cose che possono non coincidere, anche divergere. Credo che serva molto pregare, studiare, fare della buona teologia, coltivare l'humor, parlare chiaramente, dar vita a piccoli gruppi, incontri, confronti. Sono le piccole iniziative locali che fecondano il terreno. E poi sapere guardare in grande, cioè collegarsi a ciò che germoglia e cresce nel mondo, nelle chiese, negli spazi più diversi. Non irrigidirsi nelle polemiche, ma convertirci ogni giorno ad un coraggio umile ed audace, alla mitezza ed alla chiarezza. Si, non si può parlare di amore senza amare appassionatamente la libertà e la felicità di tutti e tutte. Crede che un giorno sarà possibile che la Chiesa muti opinione nel riconoscere agli omosessuali il diritto ad amarsi e quindi ad unirsi in coppia? Verranno mai riconosciute dalla Chiesa le unioni gay? Ma perché Lei mi parla come se tutto questo fosse al futuro? Occorre vedere e rallegrarsi per ciò che già è presente, per le unioni d'amore che già si celebrano, per gli amori che già si vivono. I documenti ufficiali? Bisogna prepararli con le prassi evangeliche di oggi. La prassi deve anticipare i documenti: prima i discepoli e le discepole hanno seguito Gesù, poi sono venuti gli scritti, i Vangeli. Occorre invertire la logica gregarista per cui io sono legittimato a fare qualcosa se ciò è contemplato da un documento uficiale. Le più belle pagine della teologia della liberazione e delle teologie femministe sono nate dalle esperienze, dalle lotte, dalle speranze, dagli amori di uomini e donne che nella loro vita hanno "esperimentato" e poi, come atto secondo, hanno espresso la loro fede. I documenti che cadono dall'alto e non sono frutto di una "concertazione" con tutto il popolo di Dio sono metodologicamente ed evangelicamente poco significativi e certamente non vincolanti. Liberiamoci dall'ossesione dei documenti: amiamo, celebriamo l'amore in liturgie nutrite di lode e di Parola di Dio, diamoci la mano e diciamo insieme, omosessuali ed eterosessuali, che questa "lotta" è ingaggiata anche per la conversione della chiesa di cui ci sentiamo parte viva. Franco Barbero - Associazione Viottoli - Comunità cristiana di base di Pinerolo, c.so Torino 288 10064 Pinerolo (To) -- tel. 0121322339 viottoli.cdb@tiscalinet.it -- http://web.tiscalinet.it/viottoli Questo articolo ha ricevuto 184 visite.
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