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Edizione di Domenica 27 Maggio 2012
Etimo in pillole per i Vescovi
Etimo in pillole per i Vescovi
Intolleranza.Viene da tollere, la tolleranza, cioè la capacità di sostenere il peso.
Mercoledì 01 Novembre 2006
di l'Unità
in Religione

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Bruno Gravagnuolo





Intolleranza.Viene da tollere, la tolleranza, cioè la capacità di sostenere il peso. Talché l’intolleranza è per l’appunto rifiuto di sostenere il peso dell’alterità, fino alla sua negazione. Tramite espulsione, inghiottimento o asservimento. E che cos’altro ha fatto Mons. Bagnasco Arcivescovo di Genova, col suo rifiuto di prender parte al Festival della Scienza a suo dire gravato «da troppo laicismo»? Ha negato la dignità a interloquire con la fede di un consesso di scienziati, che peraltro avevano incluso ad abundantiam i temi etici e religiosi nella loro discussione (vedi la presenza di Bianchi priore di Bose). L’Arcivescovo dunque non ha sopportato. E ha censurato, a prescindere, la possibilità che le sue convinzioni trovassero un limite in discorsi eteronomi rispetto alla fede. Dunque, è questo tipo di magistero religioso a non accettare il limite. Non già la scienza. Come pure scorretta e contraria allo spirito del Vangelo è stata l’intemerata della Curia bolognese e di Mons. Caffarra contro il CineFestival Gay, definito «barbarico». Già, «barbarico». Come con scherno i greci definivano i barbari alloglotti: gli altri, incapaci di parlare se non gorgogliando (bar-bar). Ecco, intolleranti e barbarici sono stati alla lettera proprio quei due Vescovi. Incapaci di sopportare e di parlare civilmente. Altro che dialogo!

Il sambista rigorista. Si duole assai Giuliano da Empoli sul Riformista che i ventenni d’oggi siano radicali e attratti dai no global: orgoglio tardivo dei loro genitori sessantottini. Beh, per uno come lui che parla da sempre come un Giavazzi o un Ricolfi stampato, è dura. Eccitato dal rigore e dalle privatizzazioni, nella sua stanza ha appeso il poster di Mario Monti, invece di quello del Che. Però anche Da Empoli ha le sue botte di vita. Teorizzò l’individualismo edonistico alla brasiliana, e il carnevale mercatistico. Rigore sì, ma col Samba.

Fondatori e no. Spiace fare altre bucce al Riformista, che leggiamo con più interesse da quando uscì il margherito Polito. E però Habermas non fu «fondatore della Scuola di Francoforte insieme a Theodor Adorno», come scriveva lunedì Luca Mastrantonio. Nel 1931 aveva solo due anni!









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