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Edizione di Domenica 27 Maggio 2012
Manifestazione gay credenti in Vaticano: rassegna stampa
Manifestazione gay credenti in Vaticano: rassegna stampa
Con gli articoli di Repubblica e Corriere pubblichiamo la presa di posizione dei radicali
Lunedì 08 Gennaio 2001
di la Repubblica
in Religione

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La Repubblica



I gay cattolici "Ora basta discriminarci"



E Grillini accusa Sodano



ROMA - Sono arrivati quasi fin sotto il palco creando l'unico momento di vera tensione nell'ultimo giorno del Giubileo. Un gruppo di una ventina di omosessuali credenti, dell'associazione "American dignity", così come avevano annunciato nei giorni scorsi, ieri si sono presentati in piazza San Pietro intorno alle due del pomeriggio, per consegnare alle autorità vaticane una lettera in cui si chiede al Pontefice "di mettere fine alle discriminazioni e alle azioni antiomosessuali della Chiesa". Il gruppo di gay e lesbiche indossavano magliette con la scritta, "i figli di Dio portano regali... dategli la benedizione". Una mossa ufficiale, avvenuta quando sulla piazza c'erano ancora alcune migliaia di pellegrini e che ha innervosito non poco il servizio d'ordine, ma poi alla fine tutto è rimasto in un'area circoscritta, tanto che pochi si sono accorti di quanto stava succedendo.



Ma ieri, nel bilancio finale, l'unico vero seguito di polemiche ha riguardato proprio il rapporto tra gli omosessuali e la Chiesa. Il cardinal Sodano ha infatti ribadito che nel successo del Giubileo "l'unica macchia" è stato il gay-pride, il grande corteo mondiale sull'orgoglio omosessuale che si è svolto a Roma nel luglio scorso. "Sodano dovrebbe considerare una macchia la visita di Haider che, a quanto pare, non lo ha minimamente infastidito", ha commentato Franco Grillini, presidente onorario dell'Arcigay. "Ma proprio il gay pride, manifestazione che si è cercato in tutti i modi di vietare e che si è svolta praticamente in stato d' assedio - osserva Grillini - ha dimostrato invece che esiste un paese laico, democratico che ha a cuore le libertà collettive e in particolare il diritto di chiunque a manifestare in ogni città, Roma compresa".







Il Corriere della Sera







LE REAZIONI







Scalfaro: «Troppi soldi, che fastidio» E poi critica la presenza dei politici















ROMA - «Troppi soldi, un’impressione che mi ha dato un po’ di fastidio». In un’intervista a «La Notte dei Misteri» di Rai Radiodue, l’ex presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro ha tracciato un bilancio conclusivo del Giubileo senza risparmiare qualche critica. Scalfaro ha parlato di «grande successo dell’Anno santo, in termini di presenze e di adunate». E ha ricordato in particolare la Giornata della gioventù, «che rimane come un punto proiettato nel futuro». Ma ha espresso riserve sull’eccessivo peso dato ai finanziamenti, in contrasto con lo spirito più autentico degli antichi pellegrinaggi: «Ho avuto l’impressione di troppi soldi e, a questo povero cittadino, quest’impressione ha dato un po’ di fastidio». Scalfaro ha anche bocciato il cosiddetto Giubileo dei politici, da lui stesso disertato: «L’Anno santo deve essere del popolo, dei romei, la presenza dei politici fa sempre venire il sospetto che qualcuno sia andato lì per mettersi in vista».



È toccato invece a Franco Corleone, sottosegretario alla Giustizia, rispondere al rammarico espresso ieri dal cardinale Angelo Sodano in un’intervista al Corriere della Sera sul bilancio conclusivo dell’Anno santo. Un bilancio che al segretario di Stato vaticano è apparso più che positivo dal punto di vista spirituale, ma con «la macchia» della sfilata dei gay e la delusione per un gesto di clemenza verso i carcerati, invocato più volte dal Santo Padre, che non è mai arrivato: «Non ho mai creduto alla possibilità di approvare un atto di clemenza. Sarebbe stato un "miracolo" della politica - ha detto Corleone -. Ormai l’unico modo di andare incontro alle esigenze dei detenuti è approvare prima della fine della legislatura quella parte del pacchetto Fassino che riguarda le carceri». «Quello di Sodano - ha aggiunto Corleone - è solo l’ultimo di una serie di giudizi negativi espressi da molti vescovi italiani. La capacità della politica di rispondere alla richiesta della Chiesa si è scontrata però con atteggiamenti contraddittori: fra i politici c’è chi ha fatto finta di essere laico e chi, invece, ha voluto dimostrare a tutti i costi autonomia dalla Santa sede. Forse sarebbe stato meglio riconoscere subito che non c’erano i numeri per approvare un gesto di clemenza e dedicarsi maggiormente a interventi riformatori».



Ha rinnovato le polemiche di qualche mese fa invece il passaggio di Sodano sul Gay Pride, definito «una macchia su un bel quadro». «Sodano dovrebbe considerare una macchia la visita di Haider che, a quanto pare, non lo ha minimamente infastidito», ha detto Franco Grillini, presidente onorario dell’Arcigay. «Quelle di Sodano sono parole ingiuste e ingrate, anche verso l’impegno di tanti laici per la riuscita del Giubileo», ha aggiunto Silvio Di Francia, portavoce dei Verdi di Roma. Più dura la reazione dei Radicali, per bocca di Daniele Capezzone: «È troppo chiedere che, contro ciò che di disumano e anticristiano abbiamo dovuto leggere, qualcuno rivolga un pensiero ai milioni di uomini e di donne che, nel corso di secoli e ancora oggi, hanno visto la propria esistenza tormentata?».















M. Gal.











Domenica 7 Gennaio 2001



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© RCS Corriere della Sera







CARDINALE SODANO/GAY PRIDE. CAPEZZONE (RADICALI): PENA PROFONDA PER PAROLE DISUMANE E ANTICRISTIANE Dichiarazione di Daniele Capezzone, della Direzione dei radicali: Roma, 6 gennaio 2001 - "Per la Chiesa cattolica nessuno è estraneo, nessuno è escluso, nessuno è lontano. Purtroppo non mancano tuttora nel mondo atteggiamenti di chiusura e perfino di rifiuto, dovuti a ingiustificate paure. Si tratta di discriminazioni non compatibili con l'appartenenza a Cristo e alla Chiesa. Anzi, la comunità cristiana è chiamata a diffondere nel mondo il fenomeno della fraternità, di quella convivialità delle differenze che anche oggi, in questo nostro incontro, ci è dato sperimentare". Con queste parole Giovanni Paolo II accolse le migliaia di nomadi, immigrati, profughi e rifugiati giunti a San Pietro il 2 giugno scorso per celebrare il "Giubileo dei migranti". Ciascuno può confrontarle con le cose dette in questi mesi dal Papa degli e sugli omosessuali, e ripetute oggi dal Cardinale Sodano, che è tornato a parlare, a proposito del Gay Pride, di macchia, di stonatura, di offesa. E' troppo chiedere che, contro ciò che di disumano e anticristiano abbiamo ancora dovuto leggere questa mattina, qualcuno rivolga un pensiero ai milioni di donne e di uomini che, nel corso dei secoli e ancora oggi, dentro e fuori i confini della Chiesa cattolica, hanno visto la propria esistenza tormentata, umiliata, resa talora letteralmente impossibile dalle parole che Pietro e la sua Chiesa hanno finora pronunciato sul loro orientamento, sulle loro identità e sulle loro preferenze sessuali? Parrebbe di sì, e occorre constatarlo una volta di più, con pena profonda. Senza carità, e quindi senza speranza, tutto è ridotto a bestemmia, e a 8 per mille.

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