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| IL CASO Chiesa e politica: un libro di Damilano ricostruisce come, quando e perché è cambiato il rapporto tra gerarchie e partiti |
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| Tutto cominciò col Gay Pride del Giubileo |
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| Sabato 14 Ottobre 2006 |
| di l'Unità |
| in Religione |
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Il premier Romano Prodi si reca in visita dalPapa e insieme parlano della «bioetica, della difesa e promozione della vita e della famiglia, della solidarietà, del dialogo tra le religioni». È disgelo tra il Vaticano e il centrosinistra? Il clima, dicono i presenti, era buono, «cordiale». Il tragitto, in realtà, sembra ancora piuttosto accidentato. L’Unione ha un programma, faro nella nebbia dei temi etici, sui cui dialogano a fatica anche gli stessi «unionisti» tra di loro.

L’antico (e non più) amico del Professore, il cardinale Camillo Ruini guarda gli sviluppi, registra i segnali che arrivano dal centro della sinistra. Da destra erano scontati. Ma nell’Unione c’è chi lavora e lancia assicurazioni Oltretevere. I Teodem, ad esempio, che «per carità non siamo una nuova corrente», ma «una tendenza ». Per affermare cosa? La Chiesa, che aveva perso il suo principale referente politico con la crisi della vecchia Dc, ha rialzato la testa. Lo ha fatto qui, in Italia, dove il terreno è più fertile che altrove, dalla Spagna di Zapatero alla Francia di De Villepen, per seminare e raccogliere i frutti di una tenace campagna contro il nemico numero uno: ilrelativismo. Lo spettro che agita i sonni del cardinale Camillo Ruini e di papa Ratzinger. Da qui nuovi abboccamenti. Si lavora attorno alla creazione di un nuovo soggetto politico: il partito di Dio. Truppe sempre più numerose, già scese incampoe forti diunavittoria che forse non è detto duri nel tempo. Uno sguardo al centro unoal Vaticano.DaLuigi Bobba a Paola Binetti, passando per Enzo Carra, sono attivissimi, dalle fila dielline, per difendere a spada tratta la famiglia tradizionale, i «valori irrinunciabili, nonnegoziabili ». Osteggiano il riconoscimento delle coppie gay, sondano - con discrezione - il terreno su un possibile, futuro, rimaneggiamento della legge 194 sull’aborto. Su alcune posizioni i cattolici di centro destra e quelli di centro sinistra parlano lo stesso linguaggio.Ènato anche untavolo parlamentare bipartisan con esponenti dell’Udc pronti a unirsi per singole battaglie. MarcoDamilano, nel suo «Il partito di Dio» (edito da Einaudi)ripercorre l’inizio della guerra:«Cominciò un sabato d’estate, l’8 luglio del Duemila. Quel giorno Roma fu teatro di un evento che per le gerarchie cattoliche aveva lo stesso valore simbolico dello sparo di Sarajevo per gli imperi centrali europei del secolo scorso. Il primo grande Gay Pride in Italia, la marcia degli omosessuali nel cuore del cattolicesimo mondiale, a pochi passi da piazza San Pietro e nel mezzo delGiubileo, il momentoculminante del pontificato di Papa Wojtyla». È in quel momento che Damilano, colloca l’avvenuta rianimazione della Chiesa. «God is gay», quello striscione sventolato nellaRomadella cristianità fu uno schiaffo in faccia insopportabile. In quelmomento prese vita il Partito di Dio. «Conl’obbligo di difendere i valori, i principinon negoziabili, la vita fin dal concepimento, la famiglia e l’indissolubilità del matrimonio, la libertà di educazione». Come? Questi valori «richiedono unaimmediata raduzione politica: i costumi, i comportamenti passano dalle assemblee legislative, diventano mozioni, leggi, provvedimenti.Èil fantasma dello zapaterismo, malattia infantile del relativismo, che si sposta per l’Europa. E che chiede alla Chiesaunanuovareazione».Damilano parla di «una seria ipoteca etico-religiosa» che «è piombata sulla politica italiana che si è trasformata nella carovana dei Re Magi: tutti in fila per portare doni al Salvatore». Teocon e teodem. Eununnuovo asse della politica: il Ru-Ru, il Ruini-Rutelli. Ieri il vicepremierhaspiegato che teodemsta per «tutti entusiasti dell' operazione Partito democratico». Luigi Bobba illustra la mission: «Saper essere ortodossi della fede e autonomi in politica». Sembra facile: nella cartella del convegno Teodem che si conclude oggi - c’è la «nota dottrinale» dell’allora prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, cardinale Ratzinger,che impegna i politici al rispetto delle indicazioni della Chiesa sui valori non negoziabili.
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