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| Ricordiamo Alfredo Ormando, Jan Palach italiano, in Piazza San Pietro |
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| L'ARCIGAY il 13 gennaio ricorderà Alfredo Ormando gay quarantenne scrittore siciliano, che è si dato fuoco in Piazza San Pietro a Roma. |
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| Mercoledì 03 Gennaio 2001 |
| di Sergio Lo Giudice |
| in Religione |
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13 gennaio 1998: Alfredo Ormando, quarantenne scrittore siciliano, si da' fuoco in Piazza San Pietro a Roma.. "Chiedo scusa per aver osato di pensare e di agire da uomo, per non aver accettato una diversita' che non sentivo, per aver considerato l’omosessualita' una sessualita' naturale, per essermi sentito uguale agli eterosessuali e secondo a nessuno, per aver sognato, per aver riso”. Questo il biglietto trovato in tasca ad Alfredo. Le successive lettere ritrovate delineavano meglio i contorni di quel gesto: un j'accuse lanciato contro l'ipocrisia e l'intolleranza, contro quella cappa di disprezzo e di umiliazione che avvolgevano la vita di un gay siciliano, nato in una famiglia che non lo capiva, in un paese profondamente intriso di pregiudizi Alfredo non aveva scelto a caso il luogo in cui darsi la morte: il colonnato di Piazza San Pietro, luogo da cui spesso provengono parole d'amore e di accoglienza verso i soggetti meno garantiti, ma da cui sono venute, nel tempo, solo parole di condanna e di rifiuto verso le persone omosessuali. Luogo, per di piu', di esercizio di un potere temporale che perdura, nei termini di una forte pressione lobbistica verso le forze politiche italiane, perché neghino alla comunita' gay, lesbica e transessuale qualunque riconoscimento di dignita' e diritti. Il gesto di Ormando non e' servito a modificare l'atteggiamento delle istituzioni né quello della Chiesa. Se dopo l'assassinio di Matthew Shepard, il giovane gay statunitense massacrato di botte, Clinton aveva subito chiesto al Congresso Usa di legiferare contro le discriminazioni motivate dall’orientamento sessuale, in Italia la proposta di modifica della legge Mancino, che estende a gay lesbiche e trans la tutela prevista per razza, sesso, etnia e religione non ha avuto alcun seguito, nonostante la stessa Carta Europea dei Diritti contempli l'orientamento sessuale fra le condizioni a cui garantire dignita' e protezione dalle discriminazioni. Per quel che riguarda il Vaticano, l'anno giubilare e' stato costellato da atti di chiusura verso gli omosessuali cattolici: dall'esclusione degli omosessuali dalla lista dei soggetti a cui chiedere perdono per i roghi del passato alla condanna di Giovanni Paolo II all'indomani del World Pride. Tuttavia, qualcosa e' cambiato da allora: si e' fatta piu' forte la coscienza del movimento omosessuale italiano, molti giovanissimi hanno trovato il coraggio di dirsi liberamente sé stessi, la comunita' glbt si e' data valore e oggi sa di essere una componente sociale produttrice di innovazione, di modernita', di sviluppo culturale. Sa che le discriminazioni non sono finite, ma e' piu' coraggiosa nel combatterle a testa alta Dal '98 celebriamo, in onore dello Jan Palach italiano, la Giornata internazionale contro la discriminazione antiomosessuale su base religiosa. Anche quest'anno l'Arcigay vuole ricordare, insieme alle altre organizzazioni glbt, alle forze politiche ed associative, alle cittadine e ai cittadini che vorranno partecipare, il gesto di Ormando recandosi a deporre una corona di fiori di fronte a Piazza San Pietro, a Roma, sabato 13 gennaio alle ore 15,30. (L’appuntamento e' davanti alle transenne in fondo a via della Conciliazione). Invitiamo tutte e tutti ad aderire all'iniziativa ed a partecipare con noi ad un momento che sara' di ricordo, ma che guarda al futuro di piu' ampie liberta' che ci aspetta.
Sergio Lo Giudice Presidente Nazionale Arcigay
Roma, 4 gennaio 2001
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