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Edizione di Domenica 27 Maggio 2012
Vaticano e morale. Per lo scrittore Messori la chiesa cattolica si occupa troppo delle camere da letto
Vaticano e morale. Per lo scrittore Messori la chiesa cattolica si occupa troppo delle camere da letto
Pubblichiamo una intervista allo scrittore cattolico Vittorio Messori, noto per aver intervistato il papa, da Repubblica del 30 dicembre 2000 seguito da un commento di Aurelio Mancuso
Domenica 31 Dicembre 2000
di La redazione di Gaynews
in Religione

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Commento all’intervista di Vittorio Messori su La Repubblica di Sabato 30 dicembre

di Aurelio Mancuso

Bella l’intervista raccolta da Orazio La Rocca e, importanti sono le dichiarazioni dello scrittore cattolico italiano più importante e più ascoltato dalla Curia Romana. Intanto c’è una novità di fondo che segna una certa rivoluzione del pensiero cattolico di questi ultimi anni: nessun cattolico può imporre agli altri (cioè ai non credenti) il proprio punto di vista. Di per se l’affermazione dovrebbe essere ritenuta “normale” da tutti i sinceri democratici, ma Messori sa di colpire una ambiguità mai del tutto superata all’interno della gerarchia. Questo anno giubilare è stato segnato da una incredibile escalation di ingerenze del Vaticano rispetto a scelte che lo Stato italiano deve compiere: bioetica, libertà civili, ridiscussione della legge sull’aborto, adozioni, persino riapertura dello scontro sul divorzio. Le affermazioni di Vittorio Messori sono importanti perché provengono dal laico cattolico più illustre, più attento a mantenere saldi i principi fondamentali del cristianesimo. Le sue parole sono un richiamo forte verso una gerarchia che, insistendo con caparbietà sulle norme che gli italiani devono seguire in materia di sessualità, si allontana dal suo dovere principale: annunciare la fede. Questo allontanamento, (che è fortemente patito da diversi settori della Chiesa dei fedeli) ha quindi ridotto la Chiesa a organizzazione moralistica, che in ogni dove, tenta di condannare, limitare, censire il comportamento altrui. “E’ sbagliato, per un pastore, per un uomo consacrato al sacerdozio, anteporre la morale alla fede”. Chissà a quanti cardinali, primo fra tutti Ratzinger, saranno fischiate le orecchie! Il messaggio è chiaro: finita l’ubriacatura del Giubileo, in previsione di un papato che si sta avviando sul viale del tramonto, la Chiesa cattolica rischia moltissimo. Rischia cioè uno splendido isolamento, provocato da una gerarchia a corto di idee, incapace di riproporre la purezza del messaggio cristiano, oggi incrostato da sillabbi, codicilli, lettere pastorali, tutti zeppi di indicazioni moralistiche, ma di cui nessuno (o pochi) tiene più conto, nemmeno all’interno della gerarchia. Della questione omosessuale Vittorio Messori non fa cenno. La ferita del Gay Pride, le ataviche reticenze ad affrontare il tema alla luce del sole, non sfuggono a un fine osservatore come Messori. Non è ancora tempo di pronunciare parole troppo pesanti da digerire. Noi crediamo invece che fatto questo primo passo, qualcuno dovrebbe prendere il coraggio a piene mani e dire finalmente qualcosa di sensato, di accogliente. La speranza….

Da La Repubblica di venerdì 30 dicembre 2000

Messori: "Pensate a Gesù non alle camere da letto"

Lo scrittore cattolico: troppi preti, ossessionati dalla morale, dimenticano la fede

di ORAZIO LA ROCCA

ROMA - "Nella Chiesa cattolica troppi preti sono ossessionati dalla morale, a tal punto che dimenticano di insegnare la fede. E' proprio quello che sta succedendo in queste ore, con schiere di monsignori, vescovi e cardinali impegnati a discettare di clonazione e cellule staminali, senza accorgersi che al credente va ricordato, prima di tutto, la verità evangelica. Che senso ha continuare a frugare negli uteri, spaccare in quattro spermatozoi, ovuli ed embrioni, e non accorgersi che persino nella stessa Chiesa c'è chi traballa di fronte all'annuncio cristiano che ha nella morte e resurrezione di Gesù il suo punto centrale e irrinunciabile?". Mentre i cattolici si dividono di fronte al documento varato dalla commissione sulle cellule staminali istituita dal ministro della Sanità Umberto Veronesi, dallo stesso mondo cattolico arriva a sorpresa un grido d'allarme un po' controcorrente. Lo lancia Vittorio Messori, lo scrittore cattolico più tradotto al mondo, autore - tra l'altro - di vendutissimi best seller come Ipotesi su Gesù, Varcare la soglia della speranza, il libro-intervista scritto a quattro mani con Giovanni Paolo II, Dicono che sia risorto, l'ultimo lavoro da pochi giorni in libreria dedicato a una rivisitazione della passione, morte e resurrezione di Cristo già ben piazzato nella classifiche delle vendite. Con fare volutamente provocatorio, Messori non si unisce al coro che di quei cattolici che in materia di ricerca scientifica o morale sessuale cercano di imporre il loro punto di vista a chi cattolico non è. Si dice persino "stanco" di assistere al continuo interventismo della gerarchia ecclesiastica su tutto quanto riguarda la sfera sessuale, riproduzione assistita, bioetica. "Io come cattolico - avverte - voglio che gli uomini di Chiesa tornino ad annunciare, primo di tutto, la fede in Cristo, e la smettano di dare l'impressione di guardare solo nella camera da letto". Vittorio Messori, perchè così deluso? Perchè i moralisti cattolici non dovrebbero dire la loro su tematiche che interessano milioni di persone come la clonazione e l'uso delle cellule staminali? "Non ho il minimo dubbio che clonazione e cellule staminali siano questioni di capitale importanza. La mia preoccupazione, come cattolico, è un'altra. Sono sempre più perplesso di fronte ad un crescente interventismo di una parte della Chiesa su tematiche non di fede. Mentre non vedo altrettanto impegno nella diffusione dell'annuncio cristiano da parte degli stessi uomini di Chiesa". Come fa ad essere così sicuro? "Come si fa a negare che c'è in giro un costante processo di riduzione della fede a morale da parte di sacerdoti e monsignori? Mi preoccupa vedere che il Magistero vada sempre più incontro ad una deriva morale e moralista: cosa è questo continuo frugare tra embrioni, uteri, cellule, contraccezione, riproduzione assistita, se non un vero e proprio tentativo di ridurre la fede cristiana a semplice opzione moralista? Su queste tematiche noto, purtroppo, una eccessiva ossessione da parte di chi dovrebbe prima di tutto predicare il Vangelo, vale a dire gli uomini di Chiesa". E dov'è l'errore? "E' sbagliato, per un pastore, per un uomo consacrato al sacerdozio, anteporre la morale alla fede. E' sbagliato voler imporre per forza una concezione morale cattolica a chi cattolico non è. Come è altrettanto sbagliato parlare di morale senza una prospettiva di fede cristiana". Gli uomini di Chiesa, dunque, non devono più parlare di bioetica e morale sessuale? "Sono anni che il Papa batte il tasto della nuova evangelizzazione. Ebbene, nuova evangelizzazione significa, prima di tutto, tornare a parlare di Gesù Cristo come figlio di Dio e come vero uomo che, sotto Ponzio Pilato, fu messo a morte sulla croce e che dopo tre giorni tornò alla vita. Una volta accettata questa verità evangelica per il cristiano la morale assume un aspetto conseguenziale". E che fine fanno i "no" della Chiesa su aborto, eutanasia, contraccezione e, ultimo in ordine di tempo, l'uso degli embrioni sulla clonazione per interventi terapeutici? "Il vero cristiano sa che solo Dio è il Signore della vita, per cui è naturalmente contro tutto ciò che è contrario alla vita. Quindi, è contrario - come lo sono io - all' aborto, all'eutanasia, alla manipolazioni genetiche, alla contraccezione. Ma, per un uomo di Chiesa, ribadire queste verità senza una prospettiva di fede, di verità cristiana, non ha senso. Come non ha senso voler imporre per forza la morale cattolica a un non cattolico, ad esempio a un mio vicino di casa non credente o a un agnostico. Io, cattolico, con un personaggio come Eugenio Scalfari, prestigiosa figura del pensiero laico, posso trovarmi d' accordo su tanti aspetti. E' pacifico. Ma le nostre strade cambiano di direzione per forza di cose di fronte al mistero della Fede e, di conseguenza, di fronte ai comportamenti morali dettati da questa fede che io sento di avere e che lui, Scalfari, dice di non avere". La Chiesa, dunque, che cosa deve fare? "Secondo me deve tornare ad annunciare la fede in Cristo. Non è un impegno da poco. Perchè la fede non è un fatto scontato e nella stessa Chiesa ci sono anche persone che di fronte alle verità evangeliche a volte traballano. Purtroppo".

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