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| Pacs e matrimoni gay: obiezione di coscienza |
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| Resoconto di "Famiglia cristiana" della visita del papa a Valencia |
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| Mercoledì 12 Luglio 2006 |
| di Famiglia Cristiana |
| in Religione |
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Valencia - C'è il mondo intero su questa spiaggia che luccica nella sera di mille candele.
Le mamme, i papà e i bambini, i passeggini che faticano nella sabbia, i cardinali e i vescovi. È un Rosario strano, solo cinque misteri, è una preghiera speciale che racconta la famiglia del Vangelo, la gioia e il dolore, la buona e la cattiva sorte. Decine di bambini tra archi di luce e fiaccole, mentre l'icona della Vergine patrona dei pescatori di Valencia attraversa la spiaggia e si sporge sul mare: l'annunciazione, la nascita di Gesù, il figlio smarrito e ritrovato nel tempio, le nozze di Cana, e poi la Madre ai piedi della croce.
La folla delle famiglie è immensa, la spiaggia è un contrappunto di luci. Per quasi una settimana prima dell'arrivo del Papa, migliaia di madri e padri, bambini e giovani, vescovi e cardinali di tutto il mondo hanno fatto il punto sullo stato di salute della famiglia. Negli immensi padiglioni della Fiera di Valencia è stata montata una vera e propria "Città della famiglia" con stand e giochi, piazze e strade. Si è parlato di educazione, scuola, immigrazione, pace, giustizia e difesa dell'ambiente. Si è parlato di figli e di nonni, del futuro e di chi custodisce la memoria.
Il mondo in migliaia di disegni
I bambini hanno fatto migliaia di disegni con dentro la propria immagine della famiglia, che poi sono stati messi uno accanto all'altro a formare gli spicchi del mondo, abbracciati da una croce. Ma è stata anche una settimana ricca di idee, analisi e proposte. Il cardinale Lopez Trujillo, praticamente il ministro della famiglia del Vaticano, ha guidato il convegno teologico nel quale hanno parlato molti importanti cardinali. È stato il prefetto della Congregazione della dottrina della fede, cardinale William Levada, a proporre una questione che farà discutere. Ha detto che i credenti possono rifiutarsi di applicare leggi che riconoscono il matrimonio gay, perché esse sono contrarie alla legge di Dio. Ha invocato, insomma, l'obiezione di coscienza per i sindaci e gli ufficiali civili chiamati a celebrare matrimoni tra persone dello stesso sesso: "Il rifiuto dell'obbedienza alle autorità civili quando le esigenze che esse pongono sono contrarie a quelle di una retta coscienza ha la sua giustificazione nella distinzione fra il servizio a Dio e quello alla comunità politica. Bisogna obbedire a Dio prima che all'uomo". Le parole più preoccupate le ha pronunciate il cardinale Raffaele Martino, presidente del Pontificio consiglio per la giustizia e la pace: "La società occidentale si trova su un brutto crinale perché sta offuscando il senso di Dio". È il relativismo, che mette "in discussione la trascendenza dell'uomo", e "il significato di essere uomo o donna, i caratteri peculiari dell'amore e della sessualità". Il cardinale ha affrontato tutti i temi, anche quello dei Pacs: "Il riconoscimento delle unioni di fatto si basa su una falsa concezione di libertà di scelta degli individui e corrisponde a un'impostazione del tutto privatistica del matrimonio e della famiglia". Poi ha contestato l'idea del matrimonio come semplice patto di convivenza, definendolo "un tipo di rapporto con una dimensione sociale unica rispetto a tutte le altre, poiché la famiglia con la procreazione si pone come principio della società". E qui Martino ha spiegato perché la Chiesa difende la famiglia e ha chiesto agli Stati del mondo di redigere insieme un "documento di valore universale che raccolga i diritti della famiglia", sulla falsariga della Carta dei diritti della famiglia della Santa Sede, nata dopo il Sinodo del 1980. Oggi, secondo Martino, siamo di fronte a una "prospettiva gravida di conseguenze: mettere a repentaglio la famiglia, i suoi valori, la sua natura e i suoi diritti comporta, quasi per un automatismo dalle incalcolabili valenze etiche e culturali, mettere a repentaglio il bene delle persone e della società". Ecco perché "una società a misura di famiglia è la migliore garanzia contro ogni tipo di derive individualiste o collettiviste". L'ultimo giorno del convegno è intervenuto anche il cardinale Camillo Ruini, che ha fatto un'analisi della situazione italiana: "In Italia la famiglia continua a essere nel complesso una realtà molto forte e importante, sia sul piano dei valori sociali che svolge, sia su quello dei valori e dei comportamenti che riesce a trasmettere", anche perché pur essendo "notevole il numero dei matrimoni che si rompono, esso è tuttavia in percentuale assai minore di quello di altri Paesi europei". Della Chiesa e del suo ruolo fondamentale ha parlato il professor Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant'Egidio: "Deve essere sempre di più famiglia di famiglie, perché la famiglia ha bisogno di essere sostenuta in un contesto comunitario". Riccardi ha lamentato il fatto che a volte, "una parte delle nostre Chiese ha perso fascino e attrazione perché non ha saputo essere famiglia, ma istituzione".
(Famiglia Cristiana del 11/07/2006) Questo articolo ha ricevuto 240 visite.
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