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| Il Pride replica a Poletto "Offende chi ci sostiene" |
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| La "Voce del popolo" pubblica una cauta apertura |
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| Giovedì 22 Giugno 2006 |
| di la Repubblica |
| in Religione |
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SARA STRIPPOLI
Dal palco di piazza Vittorio, sabato, lo avevano spinto ad uscire dal silenzio: «Eminenza guardateci, ci siamo anche noi», aveva urlato alla folla il presidente del Gay Pride Enzo Cucco. E ora che monsignor Severino Poletto, nel suo discorso per la festa della Consolata, ha marcato le differenze fra «sfilate e processioni», fra «esibizionismo e pellegrinaggio», il comitato che ha organizzato la sfilata della provocazione e dei centomila partecipanti reagisce alle critiche. «Non possiamo non sottolineare che le parole del Cardinale offendano non solo noi che abbiamo organizzato il Pride, non solo le rappresentanze politiche che l´hanno sostenuto, ma ogni singola persona che ha dimostrato che questa società è molto più democratica e aperta di quella che ci vorrebbero imporre». Sabato, scrivono i tre portavoce Elio Bresso, Christian Ballarin e Roberta Padovano «per le vie di Torino c´erano persone di ogni tipo: bambini, anziani, studenti, migranti, politici, famiglie, associazioni. In giacca e cravatta, in divisa, in costume da bagno, in incognito». Sarebbe questa società l´eclissi di Dio?, è il quesito che chiude il loro appello ad una Chiesa meno dura e più accogliente. «Il medioevo è finito da un pezzo. La paura, per fortuna, ha lasciato spazio alla consapevolezza che anche l´eclissi è un evento naturale».
Domani, sulla Voce del Popolo, il dibattito su Chiesa e omosessualità ritorna con un articolo di don Valter Danna, direttore dell´Ufficio Famiglia. «Anche un evento come il Gay Pride e le sue visibili e colorate manifestazioni possono rientrare fra i segni del tempo da interpretare?», si chiede il sacerdote nell´incipit. «Credo proprio di sì, purché nell´ottica della fede annunciata dalla Chiesa, che in questo modo, con le sue variegate e innumerevoli minoranze, è chiamata ad essere segno visibile di unità e di speranza come lo fu Gesù... A me pare che in cristiani di oggi debbano riproporre questo stesso stile "anticonformista" e libero». Questo, aggiunge don Vanna «non vuol dire che mancare di delicatezza verso qualcuno o approvare incondizionatamente manifestazioni pubbliche qualora offendano la liberà religiosa, anche quando tale espressione può essere la reazione comprensibile di molte umiliazioni e discriminazioni subite».
La Chiesa Mater che mostra il suo volto accanto alla Chiesa Magistra? Sembra questa la via scelta dalla Voce del Popolo, che pubblicherà anche l´intervento del cardinal Poletto. Due volti, la ricerca di un dialogo, l´inizio di un dibattito visibile di cui Torino forse aveva bisogno da tempo. Questo articolo ha ricevuto 201 visite.
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